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L'inquinamento da mercurio è più esteso del previsto

Anche lontano dalle coste

26 agosto, 09:40
I tonni sono fra i pesci analizzati nella ricerca che scoperto come l'inquinamento da mercurio sia diffuso anche in mare aperto (fonte: NOAA) I tonni sono fra i pesci analizzati nella ricerca che scoperto come l'inquinamento da mercurio sia diffuso anche in mare aperto (fonte: NOAA)

La contaminazione da mercurio potrebbe essere più estesa del previsto: lo indica la scoperta che anche i microrganismi che vivono nell'oceano aperto, e non solo quelli delle coste, convertono il mercurio inorganico in una sostanza tossica che può essere assimilata dai pesci.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, si deve al gruppo coordinato da Joel Blum, dell'università del Michigan, e chiarisce il mistero di come il mercurio contamini il pesce in mare aperto.
I dati indicano che la quantità di mercurio negli oceani aumenterà nei prossimi decenni e, nel Pacifico in particolare, potrebbe raddoppiare entro la metà del secolo.

I ricercatori mostrano che l'80% della forma tossica del mercurio presente nei pesci dell'Oceano Pacifico settentrionale, e chiamata metilmercurio, è prodotta nelle profondità oceanica dai batteri che si cibano di materia organica.
Per nutrirsi, i batteri scompongono la materia organica e trasformano il mercurio presente in essa nella forma tossica. Disciolto in acqua, il mercurio contamina la catena alimentare marina e arriva anche all'uomo, che lo assimila soprattutto consumando pesci di grossa taglia, come pesce spada e tonno.
Gli effetti sulla salute umana possono includere danni al sistema nervoso centrale, al cuore e al sistema immunitario. Ad essere particolarmente vulnerabile è il cervello in via di sviluppo nei feti e nei bambini.

E' noto da tempo che i grandi pesci predatori marini contengono alti livelli di metilmercurio, ma finora non era molto chiaro il perché. Ora si è scoperto che, nel determinare la quantità di mercurio tossico contenuto nei pesci, la profondità alla quale una specie si ciba è importante quasi quanto la sua posizione nella catena alimentare perché è al di sotto di 50 metri dalla superficie che è presente la maggior parte del mercurio tossico.

Scoprirlo è stato possibile analizzando campioni di tessuto prelevati da nove specie di pesci (fra cui tonno pinna gialla, tonnetto striato, pesce luna, pesce spada e il pesce lanterna) che si nutrono a diverse profondità e pescati in una regione vicino alle Hawaii. ''Abbiamo scoperto - osserva uno degli autori, Brian Popp, dell'università delle Hawaii - che i predatori che si nutrono a maggiori profondità, come il pesce luna e il pesce spada, hanno concentrazioni di mercurio più elevate di quelli che si nutrono nelle acque vicino alla superficie, come il tonno pinna gialla''.

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