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In italia i tornado possibili, ma molto meno intensi

A rischio le coste, in particolare la pianura padana

21 maggio, 19:19
Tromba d'aria a Terracina nell'agosto 2006 (fonte: MM) Tromba d'aria a Terracina nell'agosto 2006 (fonte: MM)

I tornado sono possibili anche in Italia, dove pero' sono molto meno intensi e decisamente piu' rari di quanto non lo siano negli Stati Uniti. Le zone nelle quali la loro formazione e' piu' frequente sono le zone costiere e, soprattutto,la Pianura Padana.

''In queste zone possono formarsi sistemi connettivi che in particolari condizioni possono dare origine a dei tornado'', osserva Massimiliano Pasqui, dell'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibimet-Cnr). ''I meccanismi che li generano sono gli stessi che agiscono ovunque, la differenza - spiega - e' nell'energia''.
Cio' che in Italia rende impossibile la formazione di violenti tornado, declassandoli a trombe d'aria, sono le caratteristiche tipiche del Mediterraneo e quelle del territorio italiano. Innanzitutto c'e' la grande vicinanza fra il mare e le zone piu' interne del Paese: ''Il Mediterraneo non e' mai lontano dall'entroterra e in queste condizioni la formazione di vortici puo' essere facilmente disturbata dagli ostacoli, primi fra tutti i monti'', rileva Alfonso Sutera, del dipartimento di Fisica dell'universita' Sapienza di Roma.

Per questo motivo la Pianura Padana e' la zona nella quale piu' facilmente possono formarsi le trombe d'aria. Qui le masse d'aria fredda e secca possono incontrare quelle di aria calda e umida, innescando i moti convettivi all'origine degli uragani. ''Tuttavia non si verifica mai una situazione confrontabile a quella degli Stati Uniti'', osserva l'esperto.
Le stagioni piu' frequenti sono quelle che segnano il passaggio dalla stagione fredda a quella piu' calda. ''La primavera e' una delle stagioni piu' a rischio - spiega Pasqui - perche' in questo periodo dell'anno e' piu' frequente la presenza di masse d'aria fresca capaci di accentuare l'instabilita', associati a sistemi convettivi''.

Tuttavia, rileva Sutera, bisogna considerare che le differenze stagionali nel Mediterraneo non sono mai troppo marcate: ''Possiamo distinguere nettamente due stagioni: una fredda ed una calda'', osserva. ''Il Mediterraneo - prosegue Sutera - e' un grande mediatore di eventi meteorologici. E' un mare chiuso e mantiene una temperatura sufficientemente alta da far si' che le instabilita' siano rare: e' difficile che si verifichi la formazione di aria molto calda e umida al di sotto di masse d'aria molto secca e fredda''.

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