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In Iran un terremoto al crocevia di cinque placche

Di magnitudo 7,8, molto profondo

16 aprile, 19:17
L'atra colpita dal terremoto di magnitudo 7,8 al confine tra Iran e Pakistan L'atra colpita dal terremoto di magnitudo 7,8 al confine tra Iran e Pakistan

E' stato un terremoto violento, quello di magnitudo 7,8 avvenuto al confine fra Iran e Pakistan, in una zona che è il crocevia di cinque placche tettoniche: quella Arabica e l'Eurasiatica, che sono state i principali motori del terremoto di oggi, quella Africana, a Est quella Indiana e a Occidente la piccola placca dell'Anatolia.

L'epicentro e' stato localizzato a circa 86 chilometri dalla città di Khash, ad 81 chilometri da Saravan, entrambe con oltre 50.000 abitanti, e a 167 chilometri da Iranshahr, che ne conta quasi 100.000. Nella zona sono centinaia di migliaia le case ''costruite con mattoni di fango''

E' stato un terremoto molto profondo, avvenuto a 82 chilometri sotto la superficie e che proprio per questo motivo è stato avvertito fino a grandi distanze, dal Qatar all'India. Terremoti così profondi hanno però il vantaggio di disperdere gran parte della loro energia prima di raggiungere la superficie, provocando in questo modo danni meno ingenti. E' avvenuto per esempio il 27 dicembre 1978 in Italia quando nel Tirreno, a Sud di Gaeta, un terremoto di magnitudo 5,9 non ha avuto alcuna conseguenza perchè era avvenuto a circa 400 chilometri di profondità.

Il vero motore di questo terremoto è stato il meccanismo che porta la placca Arabica e scivolare sotto la placca Eurasiatica, osserva il sismologo Gianluca Valensise, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). ''Terremoti come questo sono considerati fenomeni 'primari' - spiega - perchè sono la conseguenza immediata dello scontro fra le placche''. Un altro terremoto primario è stato, ad esempio, quello avvenuto in Giappone nel 2011, mentre i terremoti che colpiscono l'Italia sono solo una conseguenza indiretta dello scontro fra le principali placche tettoniche.

E' la spinta esercitata dalle placche ad aver corrugato la superficie nella zona meridionale dell'Iran ed è questo movimento, di tipo compressivo, a generare la quasi totalità dei terremoti che avvengono in questa zona. L'ente per la sorveglianza geologica degli Stati Uniti, l'Usgs, rileva che il segno tangibile dell'intensa attivita' delle placche in quest'area è la conformazione delle montagne, che risulta dai movimenti compressivi.

Quest'ultimo terremoto è però un'eccezione perchè il meccanismo che l'ha originato è di tipo estensivo. L'ipotesi attualmente più accreditata fra i sismologi è che la spaccatura sia avvenuta all'interno della placca Arabica, tesa nel suo graduale scivolamento sotto la placca Eurasiatica, e non al confine fra le due placche, come si riteneva in un primo momento.

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