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Voli più turbolenti per i cambiamenti climatici

Nei prossimi 40 anni, sull'Atlantico

09 aprile, 08:41
Simulazione elaborata al computer di una zona di turbolenza sull'Atlantico in uno scenario che prevede il raddoppio della quantità di CO2 nell'atmosfera (fonte: Paul Williams, Università di Reading) Simulazione elaborata al computer di una zona di turbolenza sull'Atlantico in uno scenario che prevede il raddoppio della quantità di CO2 nell'atmosfera (fonte: Paul Williams, Università di Reading)

A causa dei cambiamenti climatici nei prossimi 40 anni, si avrà con molta probabilità, un sensibile aumento delle turbolenze atmosferiche durante i voli transatlantici nel periodo invernale. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature e condotto dall'università britannica di Reading.

Per la metà del secolo in corso si prevede che la presenza di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera sarà circa il doppio di quella attuale e questo comporterà un aumento compreso tra il 10% e il 40% per le turbolenze medie, mentre per quelle gravi l'aumento previsto potrebbe oscillare fra il 40% e il 170%.

Attualmente le turbolenze atmosferiche che coinvolgono centinaia di aerei ogni anno sopra l'Oceano Atlantico causano feriti e molto raramente decessi, ma in futuro questi casi potrebbero aumentare. Anche gli stessi aerei possono risultare a volte danneggiati, con danni per milioni di dollari a carico delle compagnie aeree civili.

I radar atmosferici, di cui sono dotati gli aerei di linea al giorno d'oggi, riescono a vedere se lungo il tragitto ci sono temporali o cumuli di nubi cariche di acqua, dando l'opportunità al pilota di cambiare rotta. Il problema, secondo gli autori della ricerca, è che ad aumentare saranno le cosiddette ''turbolenze in aria chiara'' (o wind shear) che risultano invisibili ai radar attualmente in uso. Si tratta di correnti d'aria che scuotono improvvisamente il velivolo e che possono far variare la quota di crociera di diverse centinaia, se non di migliaia di metri.

Secondo il parere di alcuni piloti, però, il problema potrà essere aggirato. "L'uomo ha sempre cercato di ovviare alle sfide della natura rispondendo con nuove tecnologie. Da qui a 40 anni - hanno risposto in maniera unanime - avremo di certo dei radar decisamente più performanti che attraverso il movimento del pulviscolo riusciranno ad individuare le correnti d'aria. Poi la tecnologia ci fornirà degli aerei che, utilizzando nuovi materiali, riusciranno a volare a quote più alte, sfuggendo così alle turbolenze".

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