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La scossa causata dalla spinta della placca Nordafricana contro quella Euroasiatica

Il meccanismo è di tipo distensivo

26 ottobre, 12:54
L’area colpita dal terremoto del Pollino (fonte; INGV) L’area colpita dal terremoto del Pollino (fonte; INGV)

Il terremoto di questa notte nell'area del Pollino e' avvenuto con un meccanismo di tipo distensivo e i movimenti della faglia coinvolta sono generati dalla spinta della placca Nordafricana verso quella Euroasiatica. ''Il meccanismo e' molto complesso e caratteristico dell'area'' spiega Antonio Piersanti, direttore della sezione sismologia e tettonofisica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). In particolare, prosegue Piersanti, la scossa e' stata causata ''dai movimenti relativi fra la macro placca Africana, la macroplacca Euroasiatica, le microplacche su cui galleggia meta' dell'Italia e gli effetti della subduzione tirrenica dove la placca Adriatica si infila sotto quella Euroasiatica''. ''Non sta avvenendo nulla di straordinario - rileva l'esperto - i terremoti sono fenomeni naturali il problema si verifica quando avvengono in zone abitate''. Anche se in Italia non avvengono i terremoti piu' grandi in assoluto, a livello di sismotettonica il nostro Paese e', sottolinea Piersanti, una delle aree piu' complicate del mondo: ''l'Italia si trova al margine della mega placca Africana e della Placca Euroasiatica e meta' della Penisola galleggia su delle microplacche''. Dopo il terremoto dell'1,05 di magnitudo 5.0, gli esperti della sala sismica dell'Ingv hanno localizzato circa 170 repliche. Si sono verificati 135 eventi di magnitudo inferiore a 2.0, 33 terremoti di magnitudo compresa tra 2.0 e 3.0, uno di magnitudo 3.3, avvenuto alle ore 1,16. La distribuzione di questi terremoti, spiega l'Ingv, continua ad essere prevalentemente concentrata nel settore occidentale della regione, dove e' avvenuta la maggior parte dei terremoti negli ultimi mesi. I terremoti di queste ore sono piuttosto superficiali, spiega l'Ingv, quasi tutti localizzati tra 5 e 10 chilometri di profondita', nella parte meridionale del gruppo di epicentri attivo negli ultimi mesi.

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