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Terremoto nel Pollino

Ingv, colpita zona ad alta pericolosità

27 ottobre, 07:34
L'area colpita dal terremoto del 26 ottobre nel Pollino e la localizzazione delle scosse (fonte: INGV) L'area colpita dal terremoto del 26 ottobre nel Pollino e la localizzazione delle scosse (fonte: INGV)

La zona colpita colpita alle 1,05 del 26 ottobre da un terremoto di magnitudo 5 è ‘’una delle aree a piu’ alta pericolosita’ sismica’’ in Italia. Il terremoto è avvenuto nell’area del Pollino, tra Calabria e Basilicata, dove da due anni è in atto una sequenza sismica. Il terremoto è avvenuto alla profondità di 6,3 chilometri e i comuni più vicini all’epicentro sono Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno, tutti in provincia di Cosenza, e Rotonda (Potenza).

 

L’area nella quale e’ avvenuto il terremoto, osserva il funzionario di sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Rita Di Giovambattista, e’ classificata nella zona 1 della mappa di pericolosita’ sismica.

 

La pericolosità sismica è l’insieme di studi che definisce quanto il territorio in cui viviamo sia soggetto agli effetti dei terremoti. Sono analisi di tipo probabilistico, nelle quali si stima la probabilità di osservare un certo scuotimento del suolo in una data area durante un determinato periodo di tempo.

 

Nella zona del Pollino, e’ in atto da due anni una è stata interessata negli ultimi due anni da una sequenza sismica nella quale periodi di attività frequente si alternano a periodi di relativa calma. In quest’area al confine tra la Calabria e la Basilicata si e’ registrata recentemente una ripresa dell’attivita’ sismica, tanto che solo nel periodo compreso fra il primo e il 4 ottobre, rende l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), sono stati registrati almeno 122 eventi, 105 dei quali di magnitudo minore di 2.0, 14 di magnitudo tra 2.0 e 3.0, 3 di magnitudo tra 3.0 e 4.0. L’Ingv, rileva lo stesso ente, ‘’sta seguendo l’evoluzione di questa sequenza dal suo inizio e ha avviato una serie di attività e di progetti per comprendere meglio quanto sta accadendo in quell’area e per contribuire alla diffusione delle informazioni e alla riduzione del rischio sismico’’.

 

Negli ultimi due anni, in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’universita’ della Calabria, l’Ingv ha potenziato la rete sismica di monitoraggio nel Pollino per migliorare le localizzazioni anche dei piccoli terremoti ed ha installato una nuova stazione della rete sismica nazionale piu’ tre stazioni temporanee collegate con la sala sismica.

 

 

La scossa avvertita dalla Sicilia al Molise

 

La scossa di terremoto che ha colpito l'area del Pollino è stata avvertita dalla Sicilia al Molise. Il maggior numero di segnalazioni arrivate all'Ingv proviene dal comune di Rende, in provincia di Cosenza, seguito da Napoli e Cosenza.

 

Le segnalazioni vengono raccolte tramite il sito internet 'Hai sentito il terremoto' dell'Ingv, nato per monitorare in tempo reale gli effetti dei terremoti italiani e per informare la popolazione sull'attività sismica. La sua realizzazione, spiega l'Ingv, è resa possibile grazie al contributo di ogni persona che, compilando un questionario online descrive la propria esperienza, i dati dei questionari vengono utilizzati per compilare delle mappe dei risentimenti dei terremoti si aggiornano ogni volta che e' compilato un nuovo questionario.


Molte segnalazioni al sito sono arrivate anche da Salerno e dalle aree di Potenza e Matera. Ma il terremoto è stato avvertito dalla popolazione anche dalle provincie di Catania e Messina fino a quelle di Isernia e Campobasso da dove arrivano anche diverse segnalazioni. Molti questionari sono stati inviati anche dalla provincia di Foggia, soprattutto dal Gargano, in Puglia il terremoto è stato avvertito fino a Lecce. Nel complesso il terremoto è stato avvertito da parte della Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e parte del Molise.

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