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Le pitture rupestri in Europa più antiche di 40.000 anni

Nuove ipotesi sul ruolo dei Neanderthal e dell’Homo Sapiens

18 giugno, 13:56
Le Impronte di mani e il disco in rosso nella grotta El Castillo, in Spagna, sono le pitture rupestri più antiche in Europa (fonte: Pedro Saura) Le Impronte di mani e il disco in rosso nella grotta El Castillo, in Spagna, sono le pitture rupestri più antiche in Europa (fonte: Pedro Saura)
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Le prime pitture rupestri in Europa risalgono ad almeno 40.000 anni fa e la nuova datazione apre due possibili scenari: l'Homo Sapiens arrivò nel continente prima di quanto stimato finora, oppure i dipinti sono opera dei nostri cugini Neanderthal. E’ quanto emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista Science, realizzata da un gruppo internazionale coordinato dall'università  britannica di Bristol, nel Regno Unito, basata su una nuova tecnica di datazione.

‘’Questa nuova datazione delle pitture di alcuni importanti siti spagnoli - ha spiegato la paleontologa Laura Longo, dell'Università di Siena – e non fa che dare la conferma definitiva che la data di ingresso dell'Homo Sapiens in Europa deve essere spostata indietro nel tempo’’.

Lo studio dei ricercatori britannici ha permesso di migliorare notevolmente la datazione di alcune pitture rupestri grazie a un nuovo metodo basato sull'analisi dei rapporti degli isotopi di uranio. La nuova datazione così ottenuta costringe a rivedere le date di ingresso in Europa delle prime popolazioni dei nostri progenitori Sapiens, considerati gli unici in grado di poter esprimere forme d'arte così complesse, oppure rivedere le conoscenze sui Neanderthal e ritenerli capaci di queste opere.

Secondo la paleontologa italiana i nuovi dati confermano che le pitture siano dei Sapiens in quanto si pongono in linea con ‘’una serie di nuove datazioni definite negli ultimi anni con l'affinazione degli strumenti utilizzati e contribuiscono a fare luce sulla convivenza tra Sapiens e Neanderthal’’. Alla luce di queste conferme, il successo dei Sapiens sarebbe stato graduale e motivato da una serie di concause, come dimostra un recente studio della stessa Longo sulla maggiore resistenza alle infezioni. Alternativo a questo scenario potrebbe essere invece la possibilità, proposta dallo stesso gruppo di ricercatori britannici, che le pitture possano in realtà essere opera delle popolazioni di Neanderthal. Una tesi affascinante, ma che gli stessi ricercatori ammettono non essere supportata da prove sufficienti.

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