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L'intelligenza artificiale 'rilegge' la storia

Analizzati i quotidiani dal 1800 al 1950

10 gennaio, 10:19
Un programma di intelligenza artificiale rilegge la storia attraverso i quotidiani Un programma di intelligenza artificiale rilegge la storia attraverso i quotidiani

La sua capacità di lettura sarebbe una manna per qualsiasi studente, ma oggi può essere di grande aiuto per gli storici nell'analizzare documenti in modo più rapido e preciso, cogliendo tendenze e fenomeni che altrimenti verrebbero spiegati in molto più tempo. Sono le caratteristiche di un programma di Intelligenza Artificiale che per la prima volta è riuscito a leggere 35 milioni di articoli pubblicati sui quotidiani britannici tra il 1800 e il 1950.

Il risultato, pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, è stato il gruppo dell'università britannica di Bristol, guidato dall'italiano Nello Cristianini. Con l'aiuto di storici e della British Library, i ricercatori sono riusciti non solo a cogliere, ma anche a misurare con esattezza tendenze storiche, sociali e culturali in modo inedito. ''L'obiettivo - spiega all'ANSA Cristianini - era dimostrare che Intelligencza Artificiale e Big Data possono giocare un ruolo importante nello studio della storia e della società''.

Attraverso gli articoli dei quotidiani il programma è riuscito a individuare fatti noti del passato, come epidemie, guerre, incoronazioni e conclavi. Ha colto, inoltre, anche le più sottili variazioni di fenomeni socialii, come il peso e la partecipazione di uomini e donne nella società attraverso i decenni, la diffusione delle nuove tecnologie e delle idee politiche. Ad esempio, il movimento delle Suffragette ha occupato un periodo ben definito, tra il 1906 e 1918; mentre attori, cantanti e ballerini sono diventati sempre più numerosi alla fine del 1890. Circa il pregiudizio sui sessi, ''abbiamo visto che se nell'epoca vittoriana gli uomini erano menzionati il 70% delle volte e le donne il 30%, le cose hanno iniziato lentamente a cambiare dopo la Prima Guerra Mondiale", osserva Cristianini. "Durante le due guerre mondiali - aggiunge - c'è stata un po' più di parità tra i sessi, per poi calare di nuovo e rimanere così anche oggi'', con circa il doppio delle citazioni per gli uomini rispetto alle donne.

''Per verificare che il metodo funzionasse - spiega il ricercatore - ci siamo prima concentrati su domande di cui conoscevamo la risposta. E poi, per dimostrare che fosse utile, su domande di cui non conoscevamo la risposta''. L'analisi non si è limitata al conteggio delle parole (ben 28,6 miliardi), ma si è basata sulle parole per identificare persone, sesso, luoghi e posizione geografica, utilizzando la tecnologia dell'apprendimento automatico (machine learning). ''L'Intelligenza artificiale - rileva Cristianini - ha aperto una nuova strada che sarà di aiuto per gli storici. Noi stiamo già lavorando con questi dati per analizzare il crimine nel passato e le migrazioni''.

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