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Trasformare in energia il movimento delle dita su smartphone

Ricerca Samsung per sfruttare energia dei movimenti 'lenti'

29 dicembre, 18:42
L'idea dei ricercatori è quella di riuscire a immagazzinare l'energia dei movimenti 'lenti', come lo spostamento delle dita sullo schermo (fonte: Qing Wang, Penn State) L'idea dei ricercatori è quella di riuscire a immagazzinare l'energia dei movimenti 'lenti', come lo spostamento delle dita sullo schermo (fonte: Qing Wang, Penn State)

Trasformare i movimenti 'lenti', come quelli delle dita sugli schermi touch o delle onde in mare aperto in energia elettrica: un obiettivo finora impossibile, o quasi, ma che potrebbe trasformare le tecnologie per la produzione di energia pulita. Ci sta lavorando un gruppo di ricercatori guidato da Qiming Zhang, dell'università della Pennsylvania, al quale partecipa anche la Samsung, i cui primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Advanced Energy Materials.

L'idea dei ricercatori
Già da tempo dispositivi capaci di trasformare i movimenti in energia elettrica sono usati all'interno di molti strumenti, ad esempio in ambito biomedico, ma la maggior parte di essi sfrutta un principio, detto effetto piezoelettrico (lo stesso degli accendigas elettrici), che riesce a catturare solo parte dell'energia dei movimenti. Il 'riciclo' energetico di questo tipo riesce a catturare solo i movimenti più rapidi e intensi perdendo così una parte consistente dell'energia complessiva. L'idea dei ricercatori è quindi quella di riuscire a immagazzinare l'energia dei movimenti 'lenti', come lo spostamento delle dita sullo schermo, che finora sfugge completamente ai dispositivi di riciclo installati anche su alcuni smartphone.

Una tecnologia rivoluzionaria 
La tecnologia è stata ribattezzata a 'diodi ionici' e riesce a trasformare in corrente elettrica pressioni delicate e costanti. “Incorporandoli nella prossima generazione di smartphone, speriamo di riuscire a fornire circa il 40% dell'energia necessaria”, ha detto Qing Wang, uno degli autori dello studio. Sviluppata su scale più grandi, aggiungono gli autori, la tecnologia a diodi ionici potrebbe anche trasformare le onde del mare in energia elettrica con un'efficienza molto più alta dei sistemi usati oggi.

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