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Per i robot proposto lo status di 'persone elettroniche'

In un documento presentato al Parlamento Europeo

20 luglio, 16:15
Uno dei più celebri robot umanoidi, Nao (fonte: Stephen Chin) Uno dei più celebri robot umanoidi, Nao (fonte: Stephen Chin)

Dare uno status giuridico ai robot per avere leggi chiare ed evitare pericolosi vuoti normativi, come nel caso del primo incidente mortale con un'auto a guida autonoma: è l'obiettivo del documento al quale sta lavorando un gruppo di lavoro della Commissione Europea. Tra i cardini c'è la definizione dei robot come 'persone elettroniche' e la creazione di un'Agenzia europea per la robotica e l'intelligenza artificiale.

"Va detto con molta chiarezza che il documento non sta riconoscendo ai robot dei 'diritti' come se fossero persone, ma propone la creazione di un preciso soggetto giuridico. Sarebbe piuttosto qualcosa di simile a quello che esiste con le società", ha spiegato Andrea Bertolini, esperto di diritto privato della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Apparentemente i robot non sono ancora pienamente entrati nelle nostre vite ma i primi, come i robot 'spazzini' e le automobili che guidano da sole, si sono già affacciati e non sono mancati i primi contenziosi.

Ovviamente incidenti e danni saranno inevitabili e a fare scuola è il caso del primo incidente mortale con una macchina autonoma, una Tesla S: "un episodio - ha rilevato l'esperto - che potrebbe avere grandi conseguenze soprattutto a causa della mancanza di una legislazione chiara". Non si tratta però solo di incidenti ma anche di definire il grado di 'autonomia' dei robot: "facciamo il caso di un robot 'assistente' che vada a fare la spesa per me. Dovrà avere la possibilità di pagare alla cassa, ovviamente con dei limiti, e essere assicurato per eventuali danni a terzi. Avere norme chiare - ha aggiunto Bertolini - sarà necessario anche alle società assicuratrici, senza assicurazioni sarà impossibile per i nuovi prodotti entrare sul mercato". Limiti e certificati dovranno essere garantiti, ad esempio, anche a robot 'immateriali', come i software che già oggi comprano e vendono azioni sui mercati finanziari.

"Non si tratta quindi di ipotizzare strani scenari fantascientifici o pensare ai robot come lavoratori con diritti da tutelare bensì creare una quadro normativo chiaro. Il diritto non è un nemico di nessuno, tantomeno dello sviluppo economico". Obiettivo del documento, ancora lontano da essere discusso nell'ambito della Commissione Europea, è quello di mettere ordine, giocando d'anticipo, a un settore che sfugge al quadro attuale (dove la presenza di robot non era presa in considerazione) ed evitare per tempo pericolosi e difficili contenziosi che potrebbero creare problemi anche allo sviluppo economico del settore.

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