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Il robot polpo diventa un chirurgo

Il braccio penetra nel corpo umano e si modifica per aggirare gli organi

03 maggio, 19:25
Dopo aver ispirato il robot Octopus, il polpo è il modello per i robot chirurghi del futuro (fonte: Morten Brekkevold) Dopo aver ispirato il robot Octopus, il polpo è il modello per i robot chirurghi del futuro (fonte: Morten Brekkevold)

Un braccio simile a quello di un polpo capace di entrare nel corpo umano aggirando gli organi con delicatezza, senza danneggiarli, fino ad arrivare al punto da curare: lo strumento chirurgico del futuro è un robot 'soffice', ossia un robot capace di modificare la sua forma allungandosi, accorciandosi o schiacciandosi. E' il risultato del progetto europeo Stiff-Flop, coordinato dal King's College di Londra e del quale l'Italia è partner con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

Il chirurgo 'soft' è infatti figlio del robot polpo Octopus, messo a punto dal gruppo coordinato da Cecilia Laschi, dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna, e del quale fanno parte Arianna Menciaffi e Matteo Cianchetti, che partecipa al progetto europeo. Coordinatore di Stiff-Flop è Kaspar Althoefer, prima al King's College di Londra e ora alla Queen Mary University.

"Il polpo è stato il nostro modello perché non ha ossa né strutture scheletriche, si deforma per penetrare in cavità molto strette e quando è necessario si irrigidisce", ha osservato Althoefer. Il polpo robot è un robot 'granulare', vale a dire che riesce ad allungarsi e a contrarsi grazie a una combinazione di aria e di un materiale fatto di granuli: quando l'aria viene pompata nel braccio, i granuli sono liberi di muoversi in ogni direzione e rendono il robot molto duttile; se invece l'aria viene aspirata i granuli si compattano e il robot si irrigidisce nella posizione voluta. Il prossimo passo sarà riuscire a comunicare con il robot, traducendo in informazioni utili per i chirurghi le sensazioni tattili rilevate dai sensori del robot.

L'abilità del chirurgo-polpo di penetrare nel corpo umano aggirando gli organi è stata finora sperimentata su cadaveri. "Abbiamo dimostrato la fattibilità di questo approccio e adesso vorremmo sperimentarlo su esseri viventi, consapevoli che questo richiederà ulteriori sviluppi", ha detto Althoefer. Il prossimo passo potrebbe essere la sperimentazione in operazioni chirurgiche su animali e poi l'ingresso in sala operatoria per i primi interventi nell'uomo.

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