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Due italiane fra le 25 donne geniali della robotica 2015

Nella classifica internazionale stilata dalla RoboHub

21 dicembre, 12:52
A sinistra Cecilia Laschi con il robot polpo (fonte: Jennie Hills, London Science Museum); a destra Barbara Mazzolai e in basso il robot Plantoide (fonte: IIT) A sinistra Cecilia Laschi con il robot polpo (fonte: Jennie Hills, London Science Museum); a destra Barbara Mazzolai e in basso il robot Plantoide (fonte: IIT)

Ci sono due iitaliane tra le 25 donne geniali che nel 2015 hanno dato un contributo decisivo alla robotica. Sono Cecilia Laschi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e Barbara Mazzolai dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova e si sono guadagnare un posto nella classifica stilata da RoboHub, la maggiore comunità scientifica internazionale che riunisce gli esperti di robotica. La classifica è stata presentata  nell’ambito della più grande conferenza mondiale dedicata alle ricerche su robot e automazione (Icra). 

Le due italiane progettano robot ispirandosi alla natura e collaborano tra loro. Cecilia Laschi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, da anni ha scelto il polpo per realizzare il primo robot ‘soffice’; Barbara Mazzolai coordina il Centro di Micro-BioRobotica dell’Iit a Pontedera (Pisa) ed è responsabile del “progetto Plantoide”, per lo sviluppo del primo robot al mondo ispirato alle piante.

“Lericercatrici, elencate in ordine alfabetico, sono state scelte per la pura genialità che hanno dovuto dimostrare per arrivare al top della loro settore”, spiegano i responsabili di RoboHub. “Qualunque sia il vostro campo – aggiungono - ci auguriamo che troviate una donna che fa grandi cose nel settore della robotica per darvi ispirazione”. Come Laschi e Mazzolai, le 25 donne geniali della robotica sono tutte impegnate in settori di frontiera, destinati a gettare le basi per le future generazioni di robot. Ad esempio: Spring Berman, dell’università dell’Arizona, lavora a sciami di robot capaci di lavorare in terreni difficili e isolati; etica dei robot e proprietà intellettuale delle macchine sono i campi in cui è impegnata Kate Darling, del Mit, e dei quali si parlerà sempre più in futuro; Stéphanie Lacour, del Politecnico di Losanna, sta progettando una pelle umana artificiale nella quale inserire circuiti integrati.

“La robotica è una disciplina affascinante per la sua interdisciplinarità e per l’opportunità che offre nell’affrontare importanti sfide scientifiche e tecnologiche e, allo stesso tempo, sviluppare applicazioni che rispondono a esigenze sociali ed economiche”, osserva Cecilia Laschi. “Questo – aggiunge - è ancora più vero per la biorobotica, ambito in cui svolgo la mia ricerca, studiando e realizzando ‘robot soft’, realizzati con materiali morbidi, che rappresentano una vera rivoluzione in robotica”.

Per Barbara Mazzolai il riconoscimento è “un ulteriore stimolo a svolgere la ricerca con passione e responsabilità. La nostra ambizione – rileva - è unire scienza e tecnologia per realizzare robot ispirati al mondo della natura in grado di muoversi in ambienti reali e non strutturati. Tradurre i principi che consentono alle piante di muoversi e percepire l’ambiente in un robot autonomo in grado di monitorare la qualità del suolo è una delle recenti sfide che ci siamo posti” Robot come questi, conclude, potranno essere utili all’ambiente, alla medicina, così come all’esplorazione di altri pianeti.

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