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Sciami di robot per colonizzare pianeti

Prima simulazione per renderli autonomi

07 agosto, 15:36
Rappresentazione grafica di sciami di piccoli robot autonomi, utilizzati per esplorare nuovi pianeti (fonte: Ferrante et al.) Rappresentazione grafica di sciami di piccoli robot autonomi, utilizzati per esplorare nuovi pianeti (fonte: Ferrante et al.)

Sciami di piccoli robot capaci di organizzarsi in modo autonomi e utilizzati per colonizzare altri pianeti: è lo scenario che emerge dalle simulazioni realizzate dal gruppo di ricerca dell'università belga di Lovanio, coordinato dall'italiano Eliseo Ferrante.
Pubblicato sulla rivista PLoS Computational Biology, l'esperimento indica che i robot potrebbero essere completamente autonomi e svincolati dal controllo dell'uomo in virtù delle leggi che controllano la selezione naturale, formulate dal padre dell'Evoluzionismo, Charles Darwin.

''L'idea - ha detto Ferrante all'ANSA - è arrivare alla completa autonomia dei robot. Uno degli scenari possibili nei quali potrebbero essere utilizzati dei robot autonomi è, per esempio, raccogliere minerali su altri pianeti''. Per questo, ha aggiunto, bisogna fornire ai robot gli strumenti necessari per diventare autonomi.

Nella ricerca, alla quale ha collaborato anche Marco Dorigo, della Libera università di Bruxelles, sono state applicate al comportamento dei robot leggi analoghe a quelle della selezione naturale. In base ad esse le macchine sono riuscite ad organizzarsi in gruppi e a dividersi i compiti in modo autonomo e in un ambiente sconosciuto agli ingegneri che le hanno progettate, proprio come potrebbe accadere nel caso dell'esplorazione di un pianeta.

Nella simulazione i ricercatori hanno preso come modello l'organizzazione degli insetti sociali, come formiche, api e termiti. In particolare si sono ispirati alle formiche Atta. Grazie ad una ferrea organizzazione del lavoro, osserva Ferrante, ''alcune formiche si specializzano nel far cadere le foglie, altre le raccolgono e le portano nel nido, altre ancora fanno l'intero lavoro tutto da sole''.

I robot virtuali sono stati programmati per lavorare in modo simile alle formiche Atta e, proprio come queste, hanno cominciano ad organizzare il lavoro suddividendolo in sotto-attività. E' la prima volta, osservano gli autori della simulazione, ''che nei robot viene riprodotta a partire da zero l'evoluzione di un comportamento collettivo capace di assegnare compiti e nello stesso tempo di eseguirli''.

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