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Sensori 'highlander' contro i cedimenti degl edifici

Usati nei cantieri di metro B1 a Roma, ora su mercato

23 febbraio, 13:07
I sensori usati nei cantieri metro B1 di Roma (fonte: Genesi/Chiara Petrioli) I sensori usati nei cantieri metro B1 di Roma (fonte: Genesi/Chiara Petrioli)

Arrivano negli edifici i sensori 'highlander' anti-crollo: inseriti in ponti, tunnel o edifici vivono 'per sempre' usando l'energia dell'ambiente e accendendosi solo quando serve: è il risultato del progetto Genesi, finanziato dalla Commissione Europea, e coordinato dall’italiana Chiara Petrioli, dell'Università Sapienza di Roma.

Dopo i test fatti nei cantieri della linea B1 della metropolitana di Roma e un ponte svizzero ora i sensori sono pronti a entrare in commercio. “La sfida – ha spiegato Petrioli – è stata quella di avere una serie di sensori che diano informazioni sullo stato di salute di una struttura in modo affidabile, a basso costo e soprattutto per tutta la durata di vita della struttura”.

Un esempio è quanto è stato fatto nei cantieri della linea B1: all'interno delle strutture in cemento usate per costruire le gallerie sono stati 'affogati' sensori capaci di intercettare e segnalare eventuali problemi strutturali. Una volta attivati, i sensori hanno comunicato i dati rilevati durante le fasi di messa in opera delle strutture, migliorando la sicurezza dei lavori in corso. Hanno quindi continuato a mandare dati durante le fasi di test della linea. “Non hanno bisogno di batterie – ha aggiunto – ma sfruttano l'energia raccolta da microturbine che si attivano con il vento generato dal passaggio dei vagoni”.

Un progetto analogo è stato completato anche in Svizzero, nel Pont de la Poya a Friburgo, dove a fornire l'energia necessaria è invece il sole. “Abbiamo unito soluzioni innovative in ogni aspetto dei progetti, dal ridurre il consumo dei sensori al trovare i metodi migliori per usare l'energia dall'ambiente in cui si trovano, evitando così di doverli alimentare e infine progettarli in modo che si attivano solo quando necessario”, ha detto ancora Petrioli. Tecnologie analoghe, secondo i ricercatori, potrebbero essere utilizzate per monitorare la sicurezza di grandi infrastrutture. Nel frattempo è nato uno spin-off universitario pronto a proporle sul mercato. Il prossimo passo sarà mettere a punto sensori anche per la tutela dei beni culturali.

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