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Il primo radar che funziona con la luce

Renderà i voli aerei più sicuri

20 marzo, 19:23
Test del radar fotonico nell'aeroporto di Pisa (fonte: CNIT, Scuola Superiore Sant'Anna) Test del radar fotonico nell'aeroporto di Pisa (fonte: CNIT, Scuola Superiore Sant'Anna)

Realizzato in Italia il primo radar che sfrutta la luce per garantire la sicurezza dei voli aerei. Basato su laser e 'lettori di luce', il radar fotonico permette di sorvegliare aree più vaste, di avere un segnale più preciso e meno intercettabile rispetto ai sistemi tradizionali. Descritto su Nature e testato nell'aeroporto di Pisa e nel porto di Livorno, il sistema è stato progettato e costruito dal Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit) e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. A coordinare la ricerca Antonella Bogoni, del Laboratorio nazionale di reti fotoniche (Lnrf) dello stesso Cnit.

Come i radar tradizionali, il sistema si basa su segnali a radiofrequenza ma ''la differenza - spiega all'ANSA Bogoni - è che nella nostra tecnologia, anziché l'elettronica, si utilizzano impulsi di luce per generare e ricevere il segnale''. I vantaggi sono molteplici: ''i segnali generati - rileva - sono più stabili e anche la ricezione è più precisa'', perché quando il segnale viene inviato sull'oggetto da rilevare, l'eco di ritorno viene elaborata a una risoluzione superiore rispetto ai sistemi tradizionali. Inoltre si possono produrre segnali su una più ampia gamma di frequenze.

Questo si traduce, a esempio, nella possibilità di sorvegliare aree più vaste e di avere un segnale meno intercettabile. Di conseguenza, traffico aeroportuale e marittimo si gestiscono con più sicurezza e rapidità perché si è più precisi nell'identificare un oggetto, velocità, posizione. Inoltre la tecnologia permette di generare e gestire con lo stesso apparato più segnali di radiofrequenza, mentre i radar attuali sono a singola frequenza. In questo modo, aggiunge Bogoni, ''il radar può essere usato a scopi diversi: per sorvegliare traffico aereo e navale e per controllare l'ambiente, come rivelare il rischio frane''.

Fra gli altri vantaggi, il radar fotonico permette di sfruttare le altissime frequenze e ciò permette di ridurre la dimensione dell'antenna: una caratteristica importante per realizzare radar portatili o indossabili. Per Paolo Ghelfi, del Laboratorio nazionale di reti fotoniche del Cnit, e primo autore, ''la sfida è stato l'apparato fotonico, vinta grazie alla professionalità e competenza dei ricercatori coinvolti''.
Sviluppata nell'ambito del progetto 'Phodir' (Photonic-based fully digital radar system) la ricerca è stata finanziata dal Consiglio europeo della ricerca (Erc). È stata realizzata nel laboratorio congiunto del Laboratorio nazionale di reti fotoniche del Cnit e dell'Istituto di tecnologie delle comunicazione, informazione e percezione (Tecip) del Sant'Anna in collaborazione con il Laboratorio radar e sistemi di sorveglianza (Rass) del Cnit.

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