Decolla la rivoluzione nanotech
Le novità in arrivo, dalle navette per i farmi al nanoscopio
04 aprile, 09:15Occhiali più potenti per i telescopi, navette per trasportare farmaci capaci di ingannare il sistema immunitario, microscopi capaci di entrare nelle cellule per osservare le molecole in azione: si prepara a decollare la rivoluzione delle nanotecnologie. E' infatti in arrivo un'impennata di nuove applicazioni nei settori più diversi, dal mondo infinitamente piccolo di molecole e atomi alle galassie.
"Si prepara un futuro rivoluzionario", ha detto Umberto Veronesi a margine del convegno sulle Nanoscienze organizzato a Roma, presso l'università Sapienza, dalla Fondazione che porta il suo nome. Le ricadute, ha aggiunto, "riguarderanno campi molto diversi, dall'astrofisica, con la capacità di osservare eventi accaduti miliardi di anni fa nell'universo, a tecniche per portare più facilmente i farci all'interno delle masse tumorali".
Per esempio, presso l'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano si sta sperimentando un nano-involucro che trasporta direttamente nelle cellule malate un farmaco contro il tumore del seno: l'obiettivo è reclutare mille donne e concludere lo studio fra circa due anni.
A Roma l'università Sapienza e l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova sono al lavoro sul prototipo di un "nanoscopio". "E' lo strumento destinato a diventare l'erede del microscopio", ha spiegato il direttore del Dipartimento di Fisica della Sapienza, Giancarlo Ruocco. L'obiettivo, ha aggiunto, è trovare il modo per utilizzare la luce visibile per guardare all'interno delle cellule per "riuscire a riconoscere e osservare in dettaglio una singola molecola". Più che uno strumento, quello che esiste ora è un insieme di dispositivi che tutti insieme occupano un tavolo dalle dimensioni di 2 metri per 2, ma fra un paio di anni il nanoscopio potrebbe essere a disposizione dei biologi.
Nelle nanotecnologie si nasconde anche il segreto per manipolare la luce in modo da osservare oggetti sempre più lontani nell'universo, o per potenziare in modo notevole la tecnologia wireless, ha detto Fabrizio Tamburini, dell'università di Padova.
Le nanotecnologie aiutano infine a rendere sempre più "umani" i robot del futuro. Si stanno utilizzando, ad esempio, per dare una pelle hi-tech al robot bambino iCub, sviluppato dall'Iit: "sarà basata su un'elettronica di nuova generazione, che permetta di installare dei transistor in un materiale flessibile", ha detto uno dei suoi 'papà', Giulio Sandini, dell'Iit di Genova.
























