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Senza segreti per Facebook

Nei 'mi piace' una miniera di informazioni personali

12 marzo, 01:06
Le informazioni personali svelate dai ‘mi piace’ di Facebook (fonte: David Stillwell, University of Cambridge) Le informazioni personali svelate dai ‘mi piace’ di Facebook (fonte: David Stillwell, University of Cambridge)

Quoziente intellettivo, orientamento sessuale, gusti, età, tendenze politiche e religiose: difendere la propria privacy sui social network diventa sempre più difficile perché tutte queste informazioni possono essere svelate dalla semplice analisi di elementi come i ‘mi piace’ di Facebook. È quanto mostra lo studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia di Scienze degli Stati Uniti (Pnas) e messo a punto dal gruppo coordinato da Michal Kosinski, dell’università britannica di Cambridge. I ricercatori descrivono i 'mi piace' di Facebook come una 'classe generica' di registrazioni digitali, simili alle domande inserite nei motori di ricerca e suggeriscono che tali dati possono essere utilizzati per estrarre online informazioni sensibili per quasi chiunque. Si tratta di informazioni utili per gli inserzionisti online che ovviamente hanno molte implicazioni negative per la privacy.

Per mettere a punto il modello sono stati analizzati i dati relativi a 58.000 utenti di Facebook statunitensi che hanno partecipato al lavoro sottoponendosi a test della personalità e offrendo volontariamente i dati sui loro profili. I 'mi piace' dei volontari sono stati elaborati attraverso algoritmi in modo da ottenere modelli statistici in grado di prevedere le informazioni personali, dall’età, al quoziente intellettivo, all’orientamento politico. Per testare i modelli, i dati ottenuti sono stati corroborati con le informazioni reali relative ai profili dei volontari e ai test di personalità.

La ricerca mostra che il modello ottenuto si è rivelato preciso nell'88% dei casi per determinare se l’utente è di sesso maschile, nel 95% dei casi nel distinguere fra bianchi e afro-americani, l'80% corretto nel classificare democratici e repubblicani così come i cristiani e musulmani. Meno preciso si è mostrato invece nel prevedere l'abuso di alcol o droghe (73%) o lo stato dei genitori, per esempio separati e non (65%).
Pochi utenti hanno cliccato 'mi piace' per rivelare esplicitamente questi attributi. Per esempio, meno del 5% degli utenti omosessuali ha cliccato 'mi piace' per i matrimoni omosessuali. Il risultato emerge dall'analisi complessiva di questi elementi relativi soprattutto a musica e spettacoli televisivi. ''Sono un grande fan e utente dei social network - ha osservato Kosinski - tuttavia posso immaginare situazioni in cui queste tecnologie vengono utilizzate per prevedere le opinioni politiche o le tendenze sessuali, con problemi per la privacy e minacce alla liberta'''. Per Thore Graepel, del centro di ricerca della Microsoft ''i consumatori che hanno partecipato al lavoro si aspettano giustamente che nei prodotti e servizi online che utilizzano vi sia una forte protezione della privacy e questa ricerca può ben servire come promemoria per i consumatori ad adottare un approccio attento alla condivisione delle informazioni online''.

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