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Macchine e invenzioni, la gaia scienza in Piemonte

Grande mostra all’'Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese

11 novembre, 11:13
Macchine e invenzioni, la gaia scienza in Piemonte Macchine e invenzioni, la gaia scienza in Piemonte

Il primo simulatore di volo, il motore di Botto e quello a campo magnetico rotante di Galileo Ferraris, la perforatrice del traforo del Frejus, un elettroscopio a foglie d’'oro del 1850 sono solo alcune delle meraviglie scientifiche in mostra a Settimo Torinese fino al 29 gennaio. L'’esposizione ‘'Macchine, invenzioni, scoperte. Scienza e tecnica a Torino e in Piemonte tra ‘'800 e '‘900'’, voluta dal Comune di Settimo Torinese per celebrare i 150 anni dell'’Unita'’ d'’Italia, ospita anche manifesti, volumi rari, filmati e foto d’'epoca. La Torino di fine Ottocento, privata del ruolo di capitale, ha saputo reagire diventando citta'’ di scienza e metropoli industriale grazie all’'interazione di politici illuminati, scienziati e imprenditori. Ad amplificare il tutto il fatto che molte aziende passano dalla dimensione artigianale e familiare al livello di industrie internazionali. Proprio per questo motivo sul territorio piemontese nell'’arco di un secolo si concentra un gran numero di scoperte e invenzioni, messe in luce dalla mostra curata da Pierluigi Bassignana con la collaborazione di Enrica Melossi, Patrizia Varetto e Alba Zanini. Il nucleo centrale, dedicato a scienza e industria, e'’ ospitato presso l'’Ecomuseo del Freidano. La Torre Medievale di Settimo accoglie invece la sezione astronomia con alcuni degli antichi strumenti custoditi presso l'’Osservatorio Astronomico di Torino. Molti dei macchinari presentati, frutto dell’'ingegno di inventori piemontesi, non sono di solito accessibili a un largo pubblico perche’' custoditi nei musei e negli archivi degli Istituti Universitari e degli Enti di Ricerca. Alcuni dei pezzi infatti provengono dall’'archivio scientifico e tecnologico dell'’Universita' di Torino, dal museo di fisica dell’'Universita', dal centro museo e documentazione storica del Politecnico di Torino e dall’'archivio dell'’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. In molti casi sono stati i ricercatori stessi a recuperare dall’'abbandono gli strumenti e rimetterli in funzione. La mostra ha anche il pregio di ospitare alcuni pezzi provenienti da piccoli musei poco conosciuti, come il museo di Anatomia Luigi Rolando, il museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso, l’'Ecomuseo della lampadina di Angelo Cruto di Alpignano, il museo del Dinamitificio Nobel di Avigliana.

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