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Viaggi interstellari, una Google map spaziale indica le rotte

In via di elaborazione grazie ai dati di Hubble e sonde Voyager

09 gennaio, 14:08
Rappresentazione artistica della sonda Voyager 1 al di fuori del Sistema Solare (fonte: NASA, ESA, G. Bacon STScI) Rappresentazione artistica della sonda Voyager 1 al di fuori del Sistema Solare (fonte: NASA, ESA, G. Bacon STScI)

Arriva la Google map per i viaggi interstellari: sta prendendo forma grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble, della Nasa e dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che svelano le condizioni delle 'strade' dello spazio. Possibile anche l'opzione Street view, grazie alle misurazioni fatte sul posto dalle due sonde Voyager dell'agenzia spaziale statunitense, che nel loro viaggio oltre i confini del Sistema solare stanno operando come delle vere 'Google car'. Lo hanno raccontato i coordinatori del progetto presso la Wesleyan University del Connecticut, in occasione del convegno della Società Astronomica Americana a Grapevine, in Texas.

Come nasce la Google map dello spazio interstellare
''Questa è una grande opportunità per confrontare i dati delle misurazioni dello spazio interstellare fatte in situ dalle sonde Voyager e le misure telescopiche di Hubble'', spiega il coordinatore dello studio, Seth Redfield. ''Le sonde Voyager stanno campionando piccole regioni mentre viaggiano a circa 60.000 chilometri all'ora, ma non sappiamo se queste zone siano tipiche o rare.

Un ambiente complesso
Le osservazioni di Hubble - aggiunge l'astronomo - ci offrono una visuale più ampia, fornendoci il contesto in cui si muovono le sonde''. Un'analisi preliminare dei dati di Hubble ha infatti permesso di ricostruire il mezzo interstellare che si trova davanti alle due Voyager, accendendo dei 'fari' sul loro cammino: si è così scoperto un ambiente molto complesso che contiene diverse nubi composte da idrogeno legato ad altri elementi chimici.

Vele solari tra i primi utilizzatori
Queste informazioni saranno preziose per i futuri viaggi interstellari, come quello della missione 'Breakthrough Starshot' che vuole lanciare una flotta di vele solari verso Alpha Centauri, come proposto dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, e sostenuto dall'astrofisico Stephen Hawking.

Le sonde Voyager
Nel futuro più prossimo, invece, aiuteranno il viaggio delle due sonde Voyager, lanciate nel 1977 per 'far visita' a Saturno, Giove, Urano e Nettuno. Voyager 1 è entrata nello spazio interstellare nel 2012 ed è l'oggeto costruito dall'uomo che si trova più lontano dalla Terra (oltre 20 miliardi di chilometri). Voyager 2, invece, è ancora nei confini del Sistema Solare, ad oltre 17 miliardi di chilometri da noi.

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