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Si è 'ristretta' la materia oscura

Dal Big Bang si è ridotta del 2%-5% e non si sa se questo processo sia ancora in atto

29 dicembre, 15:10
La materia oscura si sta 'restringendo'. Dal Big Bang si è ridotta del 2%-5% (fonte: MIPT Press Office) La materia oscura si sta 'restringendo'. Dal Big Bang si è ridotta del 2%-5% (fonte: MIPT Press Office)

La materia oscura si è 'ristretta'. La sua natura è ancora misteriosa, ma ci sono elementi sufficienti per calcolare che dall'epoca del Big Bang questa materia invisibile si sia ridotta del 2%-5% e non si sa se questo processo sia ancora in atto. L'ipotesi arriva a pochi giorni dalla scomparsa dell'astronoma Vera Rubin, che aveva dimostrato l'esistenza della materia oscura. Pubblicata sulla rivista Physics Review D, la ricerca si deve al gruppo di fisici coordinati da Dmitry Gorbunov, dell'Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (Mipt) e dell'Istituto per la ricerca nucleare (Inr) dell'Accademia Russa delle Scienze.

La componete misteriosa del cosmo
I ricercatori ipotizzano che la componete misteriosa del cosmo, che si manifesta solo per l'effetto della sua forza di gravità, ''potrebbe essere composta di due elementi, uno stabile e l'altro instabile che nel tempo è decaduto in altre particelle'' ha spiegato Luca Valenziano, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) - Istituto di Astrofisica Spaziale di Bologna. ''I fisici russi hanno costruito un modello basato su un tipo di materia oscura per tentare di descrivere al meglio quello che osserviamo'', ha proseguito il ricercatore che per l'Italia è responsabile delle attività della missione Euclid, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) dedicata allo studio dell'universo oscuro. ''Tuttavia - ha aggiunto - gli autori sono cauti e dicono che per una risposta definitiva sono necessarie ulteriori ricerche, possibili anche grazie alle nuove missioni come Euclid il cui lancio è previsto nel 2020, che cercheranno indizi della componete misteriosa del cosmo''.

La materia oscura compone un quarto dell'universo
Secondo i dati del telescopio spaziale Planck, dell'Esa, che nel 2013 aveva ottenuto la mappa dell'Universo primordiale utilizzando il segnale a microonde proveniente da poche centinaia di migliaia di anni dopo il Big Bang, questa materia oscura compone il 26,8% del cosmo, il resto è materia ''visibile'' (4,9%), cioè quella di cui sono fatti i pianeti le stelle e noi esseri umani, e energia oscura (68,3%).

Questo processo è ancora in atto?
Tuttavia i dati di Planck, 'fotografano' l'universo bambino, e sono un po' in 'conflitto' con altre misure della composizione dell'universo come è oggi. Questo, secondo Igor Tkachev, dell'Inr e dell'Mipt, fa ipotizzare due cose: ''o che siamo di fronte a un qualche tipo di errore nei dati o che la composizione del giovane universo fosse diversa da quella del cosmo di oggi''. I ricercatori russi hanno optato per la seconda ipotesi e, analizzando i dati sugli effetti della materia oscura sulle galassie dell'universo di oggi, hanno stimato che la materia oscura sarebbe scomparsa in una percentuale compresa tra il 2% e il 5%, ma, ha detto Tkachev, ''non siamo in grado di dire quanto velocemente la parte instabile sia decaduta e se il processo sia ancora in atto''.

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