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Onde gravitazionali la scoperta fondamentale del 2016

Per la rivista Science, hanno sconvolto il mondo scientifico

29 dicembre, 18:36
Due buchi neri che emettono onde gravitazionali, osservate da rilevatori terrestri (fonte: S. Ossokine, A. Buonanno (Max Planck Institute for Gravitational Physics) / Scientific visualization: W. Benger (Airborne Mapping Hydro GmbH) Due buchi neri che emettono onde gravitazionali, osservate da rilevatori terrestri (fonte: S. Ossokine, A. Buonanno (Max Planck Institute for Gravitational Physics) / Scientific visualization: W. Benger (Airborne Mapping Hydro GmbH)

Sono le onde gravitazionali la scoperta fondamentale dell'anno secondo la rivista Science. Le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, previste da Albert Einstein un secolo fa e rilevate lo scorso febbraio dallo strumento americano Ligo, hanno ''sconvolto il mondo scientifico''. ''Quando ci siamo riuniti per discutere le grandi notizie di scienza, non ci abbiamo messo molto a individuare quella fondamentale dell'anno. Il 2016 ha visto molti risultati impressionanti, ma la scoperta delle onde gravitazionali domina su tutti'', spiega Tim Appenzeller, caporedattore di Science.

Un nuovo capitolo dell'astronomia
Una ''scelta facile'', secondo Fulvio Ricci, coordinatore del progetto Virgo, il rivelatore europeo che si trova in Italia, a Cascina (Pisa), frutto della collaborazione tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs). Con la scoperta delle onde gravitazionali si è aperto infatti ''un nuovo capitolo dell'astronomia'', perchè consentono di ''studiare ciò che non si vede''. E per il 2017 le prospettive sono buone. ''L'interferometro Usa è di nuovo in funzione, anche se verrà spento durante la settimana di Natale - continua Ricci - per riprendere a gennaio''. Per quanto riguarda Virgo, ''le nuove parti sono state completate. Bisogna fare i test su quelle nuove montate, trovare il punto ottimale di lavoro e ridurre i rumori che possono influenzare''. ''Noi non spegnamo e speriamo quanto prima, cioè in primavera inoltrata, di poter lavorare anche noi come Ligo''. Con la rete di alleanze costruite con i vari gruppi di astronomi che lavorano su telescopi, ''speriamo di poter fare osservazioni combinate di onde gravitazionali ed elettromagnetiche''.

Tanti i quesiti a cui dare risposta
Tanti i quesiti a cui si spera di dare risposta nel prossimo futuro, a partire da quanti buchi neri ci sono e quando si sono formati. Oltre ai buchi neri, i ricercatori sperano di vedere altri eventi, come coppie di buchi neri e stelle di neutroni e i sistemi continui.

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