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Nelle “Stonehenge” italiane attesa per il solstizio d'inverno

Da Petre de la Mola in Basilicata ai megaliti siciliani

18 dicembre, 14:30
Il solstizio d'inverno alle “Petre de la Mola” (fonte: Francesco Foschino) Il solstizio d'inverno alle “Petre de la Mola” (fonte: Francesco Foschino)

Conto alla rovescia per il solstizio d'inverno, che si verifica il 21 dicembre, una data attesa già 3mila anni fa nelle 'Stonehenge' d'Italia, da Petre de la Mola in Basilicata ai megaliti della valle del Belice in Sicilia. I calendari in pietra italiani risalgono quasi tutti alla Tarda Età del Bronzo e sono stati costruiti con la stessa tecnica di Stonehenge in Gran Bretagna, "che consiste nell'osservare la posizione del sole nel giorno più corto o più lungo dell'anno e creare dei 'punti di mira'", ha spiegato l'archeoastronomo Vito Francesco Polcaro, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Fra gli ultimi scoperti c'è 'Petre de la Mola' sulle Dolomiti Lucane. Il complesso è un affioramento naturale di roccia calcarea che è stata modificata, ha spiegato Polcaro, "sovrapponendo una lastra ad una spaccatura naturale della roccia per creare una galleria che permette di osservare il Sole al tramonto del solstizio d'inverno. Lo stesso giorno, e solo in quello, a mezzogiorno il Sole appare dallo stesso punto di osservazione in una piccola fenditura artificiale a sinistra della galleria, dando l'avviso del fenomeno che si verificherà al tramonto". Anche sul Monte Stella nel Cilento, c'è un calendario simile.

Si chiama 'Preta ru Mulacchio' che nel dialetto cilentano, significa 'Pietra del Figlio Illegittimo' perché era associato anche ai riti di fertilità. Altri megaliti di questo tipo si trovano in Sicilia nel Belice, risalgono al 1700 a.C e sono delle grandi lastre a forma di triangolo che servono a osservare la posizione del Sole quando sorge nel giorno del solstizio di inverno e d'estate. Infine in Puglia, a Trinitapoli, ci sono buche scavate nella roccia, allineate con la direzione del Sole, nel solstizio d'inverno e d'estate.

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