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La stella di Natale fu un rarissimo allineamento di pianeti

Fenomeno eccezionale, che colpì e guidò i Re Magi

14 dicembre, 15:02
L'evento che guidò i Magi, sacerdoti zoroastriani dell'antica Persia, fu una congiunzione di pianeti estremamente rara, avvenuta nel 6 a.C. L'evento che guidò i Magi, sacerdoti zoroastriani dell'antica Persia, fu una congiunzione di pianeti estremamente rara, avvenuta nel 6 a.C.

La famosa stella di Natale, che avrebbe guidato i Re Magi dall'Oriente a rendere omaggio a Gesù appena nato, in realtà fu un eccezionale allineamento di pianeti, che si verificò il 6 a.C.. Il primo a teorizzarlo fu Keplero, e dopo di lui diversi astronomi hanno lavorato su questa tesi. L'ultimo è Grant Matthews, astrofisico dell'università di Notre Dame, che ha presentato le sue conclusioni in una conferenza nello stesso ateneo. Studiando i dati storici, astronomici e biblici, Matthews è arrivato alla conclusione che l'evento che guidò i Magi, sacerdoti zoroastriani dell'antica Persia, fu una congiunzione di pianeti estremamente rara, avvenuta nel 6 a.C. e da allora mai più osservata in cielo.

Un evento simbolico che guidò i Re Magi
C'erano il Sole, Giove, la Luna e Saturno nella costellazione dell'Ariete, Venere nella vicina costellazione dei Pesci, e Marte e Mercurio dalla parte opposta del cielo nel Toro. In quell'epoca, l'equinozio di primavera era in Ariete. Un evento simbolico per chi era un esperto di astronomia, come i Magi. La presenza di Giove e la Luna infatti indicava la nascita di un grande personaggio mentre Saturno era un simbolo di vita, così come la presenza dell'Ariete nell'equinozio di primavera, che stava a indicare l'inizio della primavera. ''I Magi devono aver visto questa congiunzione a est, riconoscendo il simbolo di una nascita regale di Giudea'', rileva Matthews. I dati indicano inoltre che ''la nascita di Gesù non avvenne a dicembre - aggiunge Vito Polcaro, ricercatore dell'Istituto nazionale di astrofisica - ma prima, entro l'autunno, quando i pastori dormivano ancora all'aperto''.

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