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Torna la 'supernova Assassina'

Forse è una stella divorata da buco nero

12 dicembre, 19:28
Rappresentazione artistica di una stella attirata dalla fortissima gravità di un buco nero (fonte: ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser) Rappresentazione artistica di una stella attirata dalla fortissima gravità di un buco nero (fonte: ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Una stella risucchiata da un buco nero con una tale forza da strapparla: potrebbe essere questa la causa della luce eccezionalmente brillante della 'supernova Assassina' 570 miliardi di volte più luminosa del Sole, scoperta in gennaio dal gruppo internazionale coordinato dall'università di Pechino e del quale ha fatto parte l'italiano Gianluca Masi. L'ipotesi dello 'strappo' da parte di un buco nero è l'ultima arrivata di quelle finora formulate per spiegare uno dei fenomeni più misteriosi mai osservati.

La stella si chiama in realtà ASAS-SN (All-Sky Automated Survey for SuperNovae system) e l'ipotesi più recente sulla sua formazione è stata pubblicata sulla rivista Nature Astronomy dal gruppo coordinato da Giorgos Leloudas, dell'istituto israeliano Weizmann. I nuovi dati si basano sulle osservazioni fatte in dieci mesi dai telescopi spaziali Hubble e Swift.

Un buco nero era anche all'origine dell'ipotesi pubblicata in novembre sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society da Maurice van Putten, dell'Università di Seoul e dell'istituto californiano Kavli di Fisica teorica, e dall'italiano Massimo Della Valle, dell'osservatorio di Capodimonte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Secondo i due ricercatori ad 'accendere' la stella potrebbe essere un buco nero 'in frenata'.

"L'origine astrofisica di quell'immane esplosione rimane un mistero", rileva Masi. "Ai tempi della scoperta il nostro gruppo aveva rilevato la straordinaria entità di quell'evento, al punto che risultava difficile spiegarlo con i modelli utilizzati per le supernovae". In attesa di ulteriori dati, ha concluso, "è certo che si tratta di un fenomeno fisico epocale".

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