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La materia oscura è distribuita in una ‘ragnatela’ uniforme

E’ anche molto meno densa del previsto

08 dicembre, 08:56
La materia oscura è distribuita in una ‘ragnatela’ uniforme (fonte: Kilo-Degree Survey Collaboration/H. Hildebrandt & B. Giblin/ESO) La materia oscura è distribuita in una ‘ragnatela’ uniforme (fonte: Kilo-Degree Survey Collaboration/H. Hildebrandt & B. Giblin/ESO)

La materia oscura, ossia la materia invisibile e dalla natur ancora sconosciuta che compone almeno il 25% della massa dell'universo, potrebbe essere molto meno densa del previsto e distribuita in una ragnatela più uniforme di quanto si pensasse: lo suggerisce l'osservazione degli effetti osservati in 15 milioni di galassie lontanissime, i cui risultati potrebbe aiutare a comprendere come si è evoluto l'universo.
Pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, la scoperta si deve alla campagna internazionale di ricerca KiDS (Kilo Degree Survey), guidata dall'università britannica di Edimburgo, da quella olandese di Leida e da quella australiana di Swinburne,  insieme all'isituto tedesco Argelander. Al progetto, finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) ha partecipato anche l'Italia, con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).


Una lente d'ingrandimento cosmica
Lo studio si è basato sulle osservazioni del Telescopio Vlt Survey Telescope (Vst) in Cile, dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) e i dati raccolti si riferiscono a un'area molto ampia, pari a circa 2.200 volte la dimensione apparente della Luna piena. Le osservazioni fatte su 15 milioni di galassie, distanti più di 6 miliardi di anni luce, hanno permesso di calcolare la massa della materia oscura sfruttando il fenomeno della "lente gravitazionale", ossia l'effetto previsto dalla teoria della relatività di Albert Einstein secondo cui una galassia piuù vicina curva eamplifica la luce della galassia distante, ingrandendone l'immagine come farebbe una lente. Osservando le distorsioni della luce delle galassie, i ricercatori hanno dedotto che  la materia oscura tende a distribuirsi in una ragnatela più uniforme di quanto si credesse. 


Un nuovo scenario
Il quadro è molto diverso dalle conclusioni della missione Planck, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che nel 2013 aveva ottenuto la mappa dell'Universo primordiale utilizzando il segnale a microonde proveniente da poche centinaia di migliaia di anni dopo il Big Bang. ''La differenza delle tecniche sta proprio nel fatto che Planck non osserva la distribuzione della materia oscura 'oggi', ma la ricava sulla base di un modello evolutivo, mentre il lensing riesce a vedere la distribuzione di massa così come è realmente distribuita nell'universo attuale'', ha rilevato uno degli autori, Mario Radovich dell'Osservatorio di Padova dell'Inaf.
Secondo Nicola Napolitano dell'Osservatorio di Capodimonte dell'Inaf, ''queste discrepanze rivelano che ci sono importanti dettagli nelle attuali teorie sull'evoluzione dell'Universo che devono essere aggiornate e che necessitano di ulteriori indagini''.

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