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Enorme 'occhio cosmico' nato dallo scontro fra galassie

Le 'palpebre' sono disegnate da uno tsunami di stelle e gas

06 novembre, 08:48
L'enorme 'occhio cosmico' nella galassia IC 2163 (fonte: M. Kaufman; B. Saxton - NRAO/AUI/NSF; ALMA - ESO/NAOJ/NRAO; NASA/ESA Hubble Space Telescope) L'enorme 'occhio cosmico' nella galassia IC 2163 (fonte: M. Kaufman; B. Saxton - NRAO/AUI/NSF; ALMA - ESO/NAOJ/NRAO; NASA/ESA Hubble Space Telescope)

Un gigantesco 'occhio cosmico' ci osserva da una distanza di 114 milioni di anni luce: le sue 'palpebre' sono disegnate da uno tsunami di stelle e gas, generato dall'incontro ravvicinato tra due galassie a spirale che si sono appena sfiorate. Le suggestive immagini di questo rendez vous, catturate dal telescopio Alma in Cile, sono pubblicate su Astrophysical Journal dal gruppo di ricerca coordinato dall'astronoma Michele Kaufman, dell'Università dell'Ohio.

''Sebbene questo genere di collisione non sia raro, si conoscono poche galassie dotate di simili strutture a forma di occhio'', spiega la ricercatrice. ''Le palpebre galattiche durano solo alcune decine di milioni di anni: pochissimo se consideriamo l'intera vita di una galassia. Trovarne di appena formate - precisa Kaufman - è una grande opportunità per studiare quello che accade quando due galassie si sfiorano''.

I ricercatori hanno colto al volo questa occasione mettendo nel mirino di Alma l'occhio nella galassia IC 2163, formato dallo scontro con la sua vicina NGC 2207. In questo modo hanno ottenuto misurazioni ultra precise dei movimenti del monossido di carbonio, che fa da tracciante marcando il gas molecolare che funge da 'combustibile' per la formazione di nuove stelle.

I dati raccolti indicano che il gas presente nella porzione più esterna dell'occhio si sposta verso l'interno con una velocità superiore a 100 chilometri al secondo, per poi decelerare e muoversi in modo più caotico, seguendo la rotazione della galassia. Queste misure dirette, spiegano i ricercatori, dimostrano che l'incontro fra due galassie induce il gas ad accumularsi, genera nuovi ammassi di stelle e forma queste curiose strutture a occhio, proprio come previsto dai modelli teorici.

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