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ExoMars, fotografato il punto di impatto di Schiaparelli

Dalla sonda della Nasa Mro, è nella zona prevista atterraggio

24 ottobre, 12:48
L'immagine del punto dell'impatto del lander Schiaparelli su Marte ripresa dalla sonda Mro (fonte: NASA/ESA) L'immagine del punto dell'impatto del lander Schiaparelli su Marte ripresa dalla sonda Mro (fonte: NASA/ESA)

Il punto in cui è avvenuto l'impatto sulla superficie di Marte del lander della missione ExoMars, Schiaparelli, è stato fotografato dalla sonda Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) della Nasa. Lo rende noto l'Agenzia Spaziale Europea (Esa). L'immagine mostra due macchie scure: una, più luminosa e definita, è il paracadute; l'altra, più scura e confusa, è il cratere generato dall'impatto e si trova a poco più di 5 chilometri a ovest del punto in cui Schiaparelli avrebbe dovuto toccare il suolo. (Esa).

 

 

Due macchie su Marte
L'immagine, rende noto l'Esa, è stata scattata dalla camera Ctx a bordo della sonda americana Mro e ha la risoluzione di 6 metri per pixel. La stessa area prevista per l'atterraggio di Schiarapelli era stata fotografata nel maggio scorso dallo stesso strumento di Mro e nella nuova immagine si notano chiaramente due nuovi elementi, che appaiono come delle macchie. Una delle due macchie appare più luminosa e può essere associata al paracadute dal diametro di 12 metri, utilizzato da Schiaparelli prima della fase finale della discesa. L'altra macchia, delle dimensioni di circa 15 metri per 40, è più scura e confusa e si trova circa un chilometro a Nord rispetto al paracadute: è interpretata come il punto in cui è avvnuto l'impatto del lander, avvenuto da un'altezza stimata fra due e quattro chilometri.
Ulteriori dettagli sono attesi nella prossima settimana, quando la sonda Mro tornerà a sorvolare la stessa zona e la fotograferà la camera ad alta risoluzione HiRISE.

Precipitato alla velocità di 300 chilometri orari
Il lander della missione ExoMars, Schiaparelli, ha probabilmente raggiunto la velocità di 300
chilometri orari mentre precipitava sul suolo di Marte da un'altezza compresa fra 2 e 4 chilometri e non si esclude che possa essere esploso nell'impatto. Le dimensioni relativamente estese della macchia che corrisponde al punto dell'impatto di Schiaparelli potrebbero corrispondere al sollevamento del materiale di superficie, ma l'Esa non esclude che il lander possa essere esploso al momento dell'impatto, considerando che i serbatoi del propellente erano ancora pieni. Si tratta tuttavia di "interpretazioni preliminari - rileva l'Agenzia Spaziale Europea - che dovranno essere confermate da ulteriori analisi"

Precipitato da un'altezza compresa fra 2 e 4 chilometri
"Si sono fatti molti progressi e le analisi condotte finora hanno permesso non soltanto di confermare che Schiaparelli si è schiantato, ma si ritiene che sia caduto da un'altezza compresa fra 2 e 4 chilometri", ha detto all'ANSA Paolo Ferri, direttore delle operazioni di volo delle missioni dell'Esa. "Adesso - ha aggiunto - l'attenzione si concentra sul comportamento del computer di bordo dal momento in cui ha preso il controllo durante la discesa, scegliendo di spegnere i retrorazzi".

Task force al lavoro
L'attenzione adesso si concentra sul computer di bordo di Schiaparelli, dal momento in cui ha preso in controllo nella fase di discesa e ha deciso di spegnere i retrorazzi. "Il computer ha sicuramente ricevuto dati inesatti, ma è presto per dire quale sia il problema", ha detto ancora Ferri.
Se fino a ieri c'erano dubbi su un malfunzionamento dell'altimetro, le ultime analisi indicano che lo strumento ha funzionato. Per questo ora il computer è al centro delle indagini da parte di una task force che esaminerà ogni dettaglio: un lavoro che richiederà fra due e tre settimane.
"Se ieri ero fiducioso che si giungesse a una spiegazione, oggi ne sono sono assolutamente convinto, considerando i progressi notevoli fatti nell'arco di 24 ore".

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