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La stella più vicina somiglia al nostro Sole

Scoperto su Proxima Centauri un ciclo regolare di macchie

21 ottobre, 09:53
La stella più vicina somiglia al nostro Sole (fonte: NASA/CXC/M.Weiss) La stella più vicina somiglia al nostro Sole (fonte: NASA/CXC/M.Weiss)

La stella più vicina alla Terra, Proxima Centauri, non soltanto ospita un pianeta simile al nostro ma è molto più simile al Sole di quanto si pensasse: come la nostra stella, ha un ciclo regolare di macchie scure che compaiono sulla superficie. Lo ha scoperto la ricerca coordinata da Vinay Kashyap, del Centro Harvard-Smithsonian per l'Astrofisica, e pubblicata sulla rivista Monthly Notices of Royal Astronomical Society.

Una stella simile al Sole
Questa stella a prima vista sembrerebbe completamente diversa dal Sole. E' infatti una nana rossa più piccola e fredda della nostra stella: mille volte meno luminosa e con una massa dieci volte inferiore. Tuttavia osservandola per 22 anni con i telescopi spaziali a raggi X, come Xmm-Newton dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Chandra della Nasa, gli astronomi hanno visto che somiglia al Sole in un modo sorprendente: ha un ciclo di macchie che compaiono sulla sua superficie regolarmente, con picchi di maggiore intensità ogni 7 anni.

Una scoperta sorprendente
Le macchie solari sono regioni più scure e fredde della superficie di una stella e sono dovute ai campi magnetici che limitano il flusso del plasma in alcune zone. Per questo l'attività magnetica di una stella viene misurata in base al numero delle sue macchie. L'attività del Sole, per esempio attraversa cicli di 11 anni, che è l'intervallo tra un periodo di massima attività e l'altro.
Gli astronomi sono rimasti molto sorpresi dalla scoperta perché Proxima Centauri dovrebbe avere dinamiche interne molto diverse da quelle del Sole. Mentre negli strati più esterni del Sole, per esempio, si verifica un fenomeno chiamato convezione, simile all'acqua che bolle in una pentola, in Proxima Centauri questo fenomeno si dovrebbe verificare in tutta la stella, fino al nucleo, e si dovrebbe riflettere in un'attività magnetica priva di un ciclo regolare. ''L'esistenza di un ciclo regolare su Proxima Centauri - ha detto uno degli autori della ricerca, Jeremy Drake - dimostra che non comprendiamo ancora bene origine e funzionamento dei campi magnetici delle stelle''

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