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Con Juno la tecnologia italiana su Giove

Fiore all'occhiello per industria e ricerca

05 luglio, 18:52
La sonda Juno nell'orbita di Giove (fonte: NASA/JPL-Caltech) La sonda Juno nell'orbita di Giove (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Scienza e tecnologia italiane sono arrivate nell'orbita di Giove a bordo della sonda Juno. Sono italiani due dei nove strumenti che nei prossimi 20 mesi raccoglieranno dati sul pianeta che con la sua mole ha condizionato storia e struttura del Sistema Solare e del quale si ignora ancora se abbia un nucleo roccioso. I contributi scientifici arrivano da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), mentre l'industria è presente con Leonardo-Finmeccanica e Thales Alenia Space Italia.

"Juno è una missione storica che vede ancora una volta Nasa e Asi insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del Sistema Solare", ha osservato il presidente dell'Asi, Roberto Battiston. "Juno - ha aggiunto - è una missione storica che vede ancora una volta Nasa e Asi insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del Sistema Solare", osserva Battiston in una nota. Per il presidente dell'Asi "lo studio di Giove è anche una grande sfida scientifica e tecnologica a cui l'Italia partecipa con due strumenti all'avanguardia grazie allInaf e a industrie come Leonardo Finmeccanica e Thales Alenia Space".
Entusiasta anche la responsabile dell'Osservazione dell'Universo dell'Asi, Barbara Negri, per la quale i due strumenti italiani a bordo di Juno sono "un esempio di eccellenza scientifica e tecnologica".

Il presidente dell'Inaf, Nicolò D'Amico, è "un altro grande risultato per l'Italia e per l'Inaf", Lo strumento Jiram, ha aggiunto, è stato "ideato dal gruppo di ricerca guidato dalla nostra planetologa Angioletta Coradini, scomparsa cinque anni fa. Si apre ora un nuovo affascinante capitolo dell'esplorazione di Giove".
Per il responsabile scientifico di Jiran, Alberto Adriani, dell'Inaf, "adesso arriva il bello: non vediamo l'ora di accendere i nostri strumenti e raccogliere i primi dati scientifici, che ci permetteranno di svelare molti aspetti ancora ignoti del più grande e ostile di tutti i pianeti del nostro Sistema solare"

La missione Juno della Nasa arriverà al 'cuore' di Giove grazie allo strumento italiano KaTS (Ka-Band Translator System), destinato a ottenere la prima mappa interna di Giove. E' stato progettato dall'Università Sapienza di Roma e realizzato dalla Thales Alenia Space Italia, negli stabilimenti di Roma e L'Aquila, con il supporto dell'Asi. "Lo strumento KaTS permetterà di determinare qual è la densità di Giove a differenti profondità, fino ad arrivare al suo centro, un'informazione essenziale per capire come il pianeta si sia formato e poi evoluto", ha rilevato in una nota il responsabile scientifico dello strumento Luciano Iess, del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza Università di Roma.

Anche per l'industria italiana la missione Juno è un fiore all'occhiello: "Siamo orgogliosi di essere protagonisti di questa missione e mi congratulo con l'Agenzia Spaziale Italiana e con tutta la comunità scientifica del nostro Paese per questo importante risultato", ha commentato Mauro Moretti, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo-Finmeccanica.


Gli strumenti italiani a bordo:
Lo spettrometro Jiram (JovianInfraRedAuroral Mapper), progettato per catturare le immagini delle aurore polari, studiiare gli strati superiori dell'atmosfera a caccia di metano, vapore acqueo, ammoniaca e fosfina. Finanziato dall'Asi, è stato realizzato da Leonardo-Finmeccanica a Capi Bisenzio (Firenze) sotto la responsabilità scientifica dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Inaf (Iaps-Inaf).
Ottenere la prima mappa interna di Giove è l'obiettivo di KaTS (Ka-Band Translator System), progettato dall'Università Sapienza di Roma e realizzato dalla Thales Alenia Space Italia con il supporto dell'Asi. Entrambi gli strumenti sono "un esempio di eccellenza scientifica e tecnologica", ha detto la responsabile dell'Asi per l'Osservazione dell'Universo, Barbara Negri.
Italiano, infine, anche il sensore d'assetto Autonomous Star Tracker, realizzato da Leonardo-Finmeccanica: dopo averla guidata verso Giove, il sensore permette ora a Juno di mantenere la rotta nell'orbita del pianeta gigante.

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