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La cometa da record saluta la Terra

E' stato il terzo passaggio più ravvicinato registrato dal 1366 ad oggi.

23 marzo, 10:06
Rappresentazione artistica di una cometa (fonte: NASA) Rappresentazione artistica di una cometa (fonte: NASA)

La cometa da record, P/2016 BA14 Panstarrs, ha 'accarezzato' la Terra alle 16,31 del 22 marzo a 3,54 milioni di chilometri di distanza. E' stato il terzo passaggio più ravvicinato registrato dal 1366 ad oggi. Nessun pericolo di impatto con il nostro pianeta, ma solo uno spettacolo unico ammirato con l'aiuto di un telescopio.

La cometa passata più vicino alla Terra mai registrata è stata la D/1770 L1 Lexell, che il primo luglio 1770 ha salutato la Terra dalla distanza ravvicjnata di 2,25 milioni di chilometri; il secondo passaggio da record lo ha compiuto il 26 ottobre 1366 la cometa 55P/1366 U1 Tempel-Tuttle, che ci ha lasciato in ricordo lo sciame delle Leonidi, le stelle cadenti che si presentano puntuali ogni novembre.  La terza cometa da record mai registrata è la P/2016 BA14 Panstarrs, con il passaggio del 22 marzo.<BR><BR> 

"Per quanto modesta possa sembrare, P/2016 BA14 si colloca a pieno titolo sul podio delle comete più vicine ad essere passate accanto alla Terra", ha commentato Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Di P/2016 BA14 non si hanno ancora molte informazioni certe, se non la dimensione, stimata tra 60 e 200 metri, e che probabilmente è la 'figlia' di 252P/Linear, il cui massimo avvicinamento alla Terra si è registrato il 21 marzo. La coda di P/2016 BA14 è estremamente debole, tanto da essere stata inizialmente scambiata per un un semplice asteroide: "solo successivamente è stato visto un 'barlume' di chioma e ciò ha permesso di capire che si trattava in realtà di una cometa", ha spiegato Masi.

La quasi mancanza di coda rende questa cometa ancora più difficile da osservare e capire se la sua composizione sia simile a quella della cometa 252P/Linear, la cui coda ha una caratteristica colorazione verdognola (dovuta alla presenza di molecole di carbonio biatomico). Sulla base dei pochi dati certi si ritiene comunque che le due comete siano in realtà i due frammenti principali di un oggetto più grande che si  è frantumato in almeno due parti a causa di perturbazioni gravitazionali dovute al Sole o forse a qualche altro pianeta.




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