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Ritratto in 3D di Juno, proteina 'regista' della fecondazione

Apre la via a nuova generazione di contraccettivi

09 febbraio, 14:03
Il ritratto in 3D della proteina della fecondazione, Juno, apre la strada ad una nuova classe di contraccettivi (fonte: Wellcome Images) Il ritratto in 3D della proteina della fecondazione, Juno, apre la strada ad una nuova classe di contraccettivi (fonte: Wellcome Images)

E' pronto il primo 'ritratto' in 3D di Juno, la proteina 'regista' della fecondazione nei mammiferi, che permette all'ovulo e allo spermatozoo di fondere i loro Dna per formare un nuovo individuo. A realizzarlo i ricercatori del Karolinska Institutet, guidati dall'italiano Luca Jovine, in un lavoro pubblicato sulla rivista Current Biology. Il risultato permetterà di mettere a punto una nuova classe di contraccettivi.

Juno è stata scoperta nel 2014 ed è una proteina presente sulla membrana cellulare dell'ovulo. Si lega alla proteina Izumo1, che si trova sulla superficie dello spermatozoo, consentendo la fusione tra le due cellule. Tuttavia, finora era poco chiaro come Juno interagisse con Izumo1. Cosa che è riuscito a capire meglio il gruppo guidato da Jovine, tramite la tecnica della cristallografia a raggi X.

"Juno - spiega all'ANSA Jovine - pur appartenendo alla famiglia dei recettori dei folati, non si lega ai folati. Inizialmente si pensava che la ragione fosse nel fatto che gli aminoacidi, necessari ad agganciare i folati, in Juno fossero diversi. Ma noi abbiamo visto che c'e' anche un altro fattore che incide".
Il 'ritratto' in 3D ha infatti mostrato che Juno, pur avendo una forma simile a quella delle altre proteine della sua famiglia, è diversa nell'area che serve da aggancio per i folati, una sorta di tasca. "In quella parte è più flessibile - prosegue Jovine - il che le consente di agganciarsi a Izumo1".

L'ipotesi dei ricercatori è che Juno sia nata come recettore dei folati e che poi nel tempo abbia perso questa funzione, sviluppandone un'altra, essenziale appunto per la fecondazione. E' un risultato importante per comprendere i meccanismi della fertilità a livello molecolare, e mettere a punto una nuova generazione di contraccettivi.

"Juno però non è l'unica proteina sull'ovulo a guidare la fecondazione - conclude Jovine - Diciamo che 'apre la serratura', ma ci sono altre proteine nell'ovocita che contribuiscono alla fusione con lo spermatozoo. Il legame tra Juno e Izumo1 da solo non è sufficiente".

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