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Il cielo del 2016 nel segno di Mercurio

L'anno si apre con la cometa Catalina, poi Marte ed eclissi di Sole

31 dicembre, 18:00
Il transito di Mercurio contro il disco del Sole (fonte: Hinode JAXA/NASA/PPARC) Il transito di Mercurio contro il disco del Sole (fonte: Hinode JAXA/NASA/PPARC)

Sarà un ricco 'cartellone' di eventi, quello che verrà offerto dal cielo nel 2016: il protagonista assoluto sarà Mercurio, che a maggio transiterà davanti al disco solare offrendo uno spettacolo atteso da ben 10 anni. La scena gli verrà poi rubata da Marte, che tornerà in opposizione dopo due anni per farsi ammirare meglio, e dopo ancora dal Sole, che affronterà ben due eclissi. Nell'attesa tra uno spettacolo e l'altro, vivaci intermezzi garantiti da piogge di stelle cadenti e dall'immancabile cometa Catalina.

''Sarà proprio Catalina a farci gli auguri di Capodanno'', afferma l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Nelle prime ore del 1 gennaio la cometa sarà angolarmente vicina alla brillante stella Arturo, nella costellazione di Boote. Nelle settimane successive continuerà a farci compagnia, e proprio ''il 17 gennaio raggiungerà la minima distanza dalla Terra'', come ricordano gli esperti dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). Il 9 marzo sarà il giorno dell'eclissi totale di Sole. ''Purtroppo non sarà visibile in Italia, ma solo nell'Oceano Pacifico'', spiega Paolo Volpini della Uai. L'appuntamento si rinnoverà il 1 settembre con un'eclissi anulare ''che sarà visibile in Africa Centrale, Oceano Indiano e Oceano Atlantico'', aggiunge l'esperto.

Il 9 maggio toccherà a Mercurio l'ardua impresa di oscurare il Sole: ci proverà timidamente, trasformandosi in un piccolo puntino nero che attraverserà il grande disco solare in una lenta marcia lunga sette ore. Dunque telescopi puntati con le dovute precauzioni per la vista, per non perdere uno spettacolo atteso da 10 anni che si ripresenterà solo nel 2019. Pochi giorni dopo, il 22 maggio, sarà il turno di Marte, che tornerà in opposizione dopo due anni offrendoci le migliori condizioni di visibilità: ''sarà più vicino a noi rispetto al 2014 - sottolinea Masi - ma sarà un po' penalizzato per l'altezza più bassa sull'orizzonte nei cieli italiani''.

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