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Sempre più 'occhi' su Marte, nel 2016 parte nuova missione

Si chiama Exomars, parla italiano e punta a scoprire la vita

29 settembre, 14:40
Rappresentazione grafica della discesa sul suolo marziano nella missione ExoMars (fonte: ESA) Rappresentazione grafica della discesa sul suolo marziano nella missione ExoMars (fonte: ESA)

di Enrica Battifoglia

L'acqua che scorre su Marte è la prima grande conferma dopo anni intensi di ricerche, che hanno visto moltiplicarsi gli 'occhi' puntati sul pianeta rosso, tra sensori, radar e telecamere a bordo di satelliti e rover. Ma il bello deve probabilmente ancora venire perchè la prossima scommessa è riuscire a trovare forme di vita, microrganismi vissuti in passato o forse ancora attivi e capaci di sopravvivere in un ambiente così estremo. E' con questo spirito che nel 2016 si prepara a raggiungere l'orbita marziana la prima fase di una nuova missione da 1,2 miliardi di euro.

Si chiama ExoMars, è organizzata dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l'Italia è in prima fila con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con la sua industria. ''Sicuramente Marte continuerà a darci sorprese'', ha detto all'ANSA il presidente dell'Asi, Roberto Battiston. Quella annunciata ieri dalla Nasa ''è l'ultima di una lunga serie e sostanzialmente ci dice che Marte è un luogo in cui c'è dell'acqua, anche se con modalità diverse rispetto a quelle cui siamo abituati sulla Terra. Sappiamo - ha proseguito - che la maggior parte dell'acqua che si trova sul pianeta è congelata e si trova nel sottosuolo, ma c'è anche acqua che scorre e si solidifica in quantità limitate, ma sufficienti a modificare colore e caratteristiche della superficie''.

Il lancio della missione ExoMars è in programma entro gennaio 2016, con una prima fase che prevede un modulo in orbita attorno al pianeta e un modulo di discesa. Quest'ultimo è un modulo dimostrativo costruito in Italia, negli stabilimenti di Torino della Thales Alenia Space. Per il 2018, inoltre, è prevista una seconda fase, condotta dall'Esa con la partecipazione della Russia. Questa volta un rover, chiamato Schiaparelli in onore dell'astronomo che a fine '800 osservò i celebri canali di Marte, esplorerà la superficie di Marte e la perforerà con un trapano italiano fino alla profondità di due metri, a caccia di tracce di vita. Il trapano è il 'fratello maggiore' di quello del lander Philae della missione Rosetta, il primo veicolo costruito dall'uomo mai atterrato su una cometa.

''Alla luce dell'entusiasmo e del fascino suscitati dalla scoperta della Nasa - ha osservato Battiston - possiamo dire che la missione ExoMars porterà per la prima volta sul pianeta un trapano in grado di penetrare in profondità. Andrà a prendere informazioni nella zona che sappiamo essere ricca di acqua, perlopiù ghiacciata: sarà interessantissimo studiarne la composizione e trovare tracce di componenti chimici collegabili a fenomeni biologici''. 

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