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Montagne di ghiaccio nel 'cuore' di Plutone

Le mostrano le prime foto ravvicinate del pianeta

16 luglio, 16:11
Caronte, la più grande luna di Plutone Caronte, la più grande luna di Plutone

Plutone ha 'nel cuore' montagne di ghiaccio alte fino a 3.500 metri: lo indicano le prime immagini eccezionali del pianeta nano catturate dalla sonda New Horizons della Nasa durante il passaggio ravvicinato che il 14 luglio l'ha vista sfrecciare a 14 chilometri al secondo. Le immagini, mostrate dalla Nasa in una conferenza stampa, non hanno deluso le aspettative di quanti hanno lavorato a questa missione iniziata nel 2006 e resa possibile grazie a New Horizons, il veicolo spaziale più veloce finora costruito. Le montagne si trovano nella zona equatoriale di Plutone, in corrispondenza della macchia bianca e luminosa dalla forma che ricorda quella di un cuore.

Foto NASA Idra e Caronte
Plutone non è l'unico protagonista delle foto ravvicinate scattate dalla sonda New Horizons. Le prime immagini rese pubbliche dalla Nasa sono state infatti quelle di una delle lune minori del pianetino, Idra, che misura 43 chilometri per 33 e sembra composta prevalentemente da ghiaccio d'acqua.



Poi sono arrivate le foto della più grande delle cinque lune, Caronte, che con Plutone forma un sistema binario e che dalle primissime immagini sembra avere una superficie giovane, segnata da crateri e da un canyon profondo fino a 9 chilometri.

Caronte, la più grande luna di Plutone

Il 'giovane' Plutone
Le prime immagini di Plutone sono state quelle delle grandi montagne di ghiaccio alte fino a 3.500 metri, che si trovano nel bordo inferiore del 'cuore' del pianeta nano. Le immagini mostrano un corpo celeste dalla suoerficie giovane e gli indizi di un'attività vulcanica, ha osservato commentando le immagini Fabrizio Capaccioni, dell'Istituto di astrofisica e planetologia dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf).
A differenza dei vulcani presenti sulla Terra, che eruttano lava, quelli probabilmente presenti su Plutone eruttano ghiaccio, azoto, metano e monossido di carbonio (criovulcani), ringiovanendo in questo modo la superficie.
''Quest'attività vulcanica - ha spiegato l'esperto - deve essere alimentata da una sorgente di calore interna, ad esempio da elementi radioattivi presenti nel mantello che, decadendo, generano calore e una pressione che sfoga in un vulcano''.

Un nucleo roccio e una superficie poco denza
La densità di Plutone, pari a 2 grammi per centimetro cubo (quella del ghiaccio è di 1 grammo per centimetro cubo), mostra che il pianetino è formato da un nucleo roccioso circondato da un mantello di ghiaccio d'acqua misto ad azoto, metano e di monossido di carbonio, e da una crosta ghiacciata. Questi elementi presenti all'interno di Plutone vengono emessi in superficie dall'attività vulcanica.

Se nell'area a forma di cuore di Plutone non sono stati visti crateri da impatto, sulla sua luna più grande, Caronte, invece la sonda potrebbe averne trovato uno e anche molto grande. Le immagini mostrano una grande zona nera che, secondo Capaccioni, potrebbe essere un cratere da impatto.

Arrivato il segnale, New Horizons ha 'telefonato a casa'
E' arrivato a Terra il segnale della sonda New Horizons della Nasa, il primo veicolo spaziale ad aver raggiunto la distanza minima da Plutone. La sonda ha ''telefonato a casa'' dalla distanza di oltre 5 miliardi di chilometri, confermando il pieno successo della missione.
Il segnale è stato ricevuto alle 2,53 del 15 luglio (ora italiana) dall’antenna del Deep Space Network della Nasa che si trova vicino Madrid, dopo circa 22 ore di silenzio radio da parte della sonda, impegnata a catturare immagini e dati di Plutone e delle sue cinque lune. Un silenzio obbligato, visto che l’antenna fissa della sonda permette di svolgere soltanto un compito alla volta ed i progettisti della missione hanno dovuto scegliere fra il collegamento con la Terra e la raccolta di dati scientifici.



Una notte di attesa
E’ stata una notte di attesa, al massimo della tensione e piena di incognite, quella in attesa del segnale di New Horizons, perché era in agguato il rischio che, nonostante la protezione della sua antenna-scudo, la sonda avesse potuto riportare dei danni attraversando ad altissima velocità una zona ricca di piccoli corpi rocciosi. Alla fine il ‘bip’ di New Horizons è arrivato puntualmente, confermando il pieno successo di una delle missioni più ambiziose della storia dell’esplorazione spaziale.
I primi dati giunti a Terra riguardano lo ‘stato di salute’ della sonda, mentre i dati scientiici e le prime immagini ravvicinate di questi mondi primitivi ai confini del Sistema Solare sono attese nella giornata del 15 luglio. New Horizons potrebbe inviare immagini ad alta risoluzione dell’atmosfera di Plutone e dell’ambiente che circonda il pianeta nano. Attese anche immagini ravvicinate della più grande e vicina delle cinque lune, Caronte, e quelle delle lune minori Idra e Notte.



Missione compiuta
La sonda New Horizons della Nasa ha raggiunto Plutone, ai confini del Sistema Solare, passando a 12.500 chilometri dalla superficie del pianeta nano. L'evento storico nell'esplorazione spaziale è stato salutato da un lungo applauso nel centro di controllo della Nasa Foto NASA/JHUAPL/SWRI
 

Il 'cuore brillante' di Plutone
La sonda ha sorvolato il pianeta nano in corrispondenza della misteriosa macchia brillante a forma di cuore che aveva già fotografato e della quale dovrà indagare la natura. Proprio nelle ultime ore, a causa della rotazione del pianeta, la macchia si è rivolta completamente verso la sonda.

Un'impresa storica
L'avvicinamento di New Horizons a Plutone è un'impresa storica per l'esplorazione spaziale, che arriva a 50 anni dalla prima foto ravvicinata di Marte scattata dalla sonda Mariner 4 il 15 luglio del 1965. Con la visita al pianeta nano si completa così l'esplorazione dei pianeti del Sistema Solare.

Il declassamento a pianeta nano
Quando la missione New Horizons era cominciata, nel gennaio 2006, Plutone era ancora il nono pianeta del nostro sistema, ma qualche mese più tardi, il 24 agosto, è stato declassato a pianeta nano dall'Unione Astronomica Internazionale (Iau). Già c'è chi su Twitter e sugli altri social media chiede di dare di nuovo a Plutone lo status di pianeta, visto che gli ultimi dati di New Horizons indicano che è un po' più grande del previsto: dalle stime precedenti, comprese fra 2.274 e 2.301 chilometri, è stato ricalcolato in circa 2.370 chilometri. Non si sa se sarà sufficiente a 'farlo tornare' un pianeta, ma è già di sicuro il corpo celeste più grande della fascia di Kuiper, la zona più esterna del Sistema Solare popolata da pianetini e asteroidi.

L'entusiasmo degli astrofili
Da Terra gli astrofili hanno cominciato da giorni a scattare bellissime immagini. '''E' di gran lunga l'evento più condiviso sui social network dagli astrofili che in questi giorni si sono organizzati per fotografare Plutone approfittando del periodo favorevole per le riprese fotografiche, perché alla Terra il pianetino è al massimo della sua visibilità'' osserva Paolo Volpini, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). ''E' un evento molto affascinante per astrofili e pubblico perché – aggiunge - è la prima volta che una sonda visita questo oggetto posto alla periferia del Sistema Solare''.

I misteri di Plutone
Uno dei primi misteri su cui dovrà indagare la sonda è una struttura brillante a forma di cuore e quattro grandi macchie scure, ognuna grande quanto lo stato americano del Missouri, e poste alla stessa distanza fra loro. Le strutture corrono lungo l'equatore e potrebbero essere altipiani o pianure, oppure variazioni di luminosità su una superficie completamente liscia. Spetterà a New Horizons verificarlo. Dopo il passaggio ravvicinato a Plutone, la sonda si avvicinerà anche alla luna Caronte, con cui la quale il pianetino forma un sistema binario.

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