Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Spazio & Astronomia > Il cargo russo è rientrato sul Pacifico

Il cargo russo è rientrato sul Pacifico

Gigante impazzito, imprevedibile fino all'ultimo momento

09 maggio, 18:54
Il punto di rientro del cargo Progress secondo l'agenzia spaziale russa Roscosmos, sovrapposto all’ultima orbita (fonte: Luciano Anselmo, ISTI-CNR) Il punto di rientro del cargo Progress secondo l'agenzia spaziale russa Roscosmos, sovrapposto all’ultima orbita (fonte: Luciano Anselmo, ISTI-CNR)

Il cargo russo Progress è rientrato sul Pacifico alle 4,04 italiane dell'8 maggio. La conferma è arrivata dall'agenzia spaziale russa Roscosmos, ma la vicenda è tutt'altro che conclusa perché le domande aperte sono moltissime. Non si sa, al momento, se alcuni frammenti del velivolo siano sopravvissuti all'impatto nell'atmosfera.

Uno dei rientri più anomali mai visti
Gli esperti non hanno dubbi nel definire il rientro del cargo Progress M-27M come uno dei più anomali mai registrati: ''una situazione completamente fuori dal comune e molto complessa'', come l'ha definita Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa. E' stato uno dei rientri più bizzarri mai avvenuti, imprevedibile fino all'ultimo istante perchè, contrariamente a tutte le attese e alle previsioni, è stato molto difficile determinare correttamente l'orbita del veicolo. Il cargo Progress era infatti una sorta di gigante impazzito: un cilindro lungo 7 metri e pesante 7 tonnellate che ruotava intorno al suo asse minore una volta ogni 1,8 secondi. Nelle ore che hanno preceduto il rientro è riuscito anche a rallentare, smentendo ogni previsione, e fino all'ultimo momento ha reso impossibile restringere la finestra di incertezza.

Incertezza fino alla fine
Se in tempi molto rapidi è stato possibile escludere ogni rischio per l'Italia, l'Europa e il Nord America, l'incertezza è rimasta elevata fino alla fine per molte aree del pianeta, come il Sudamerica, con le propaggini meridionali di Cile e Argentina, numerose zone dell'Africa fino all'Egitto, il Medio Oriente e l'Asia, con India e Cina. Solo poco prima delle 4 del mattino italiane è stato possibile escludere ogni rischio per la più popolosa delle zone a rischio, l'India.

Nella notte le foto su Twitter
Nel frattempo molti passaggi del veicolo spaziale russo erano stati avvistati da astronomi e astrofili. dall'Argentina all'Uruguay, fino a Myanmar. Le prime immagini, nelle quali il cargo Progress appariva come un punto luminoso nel cielo, hanno cominciato a circolare su Twitter. La finestra di incertezza, che si solito si riduce progressivamente ad ogni calcolo dell'orbita, è rimasta letteralmente 'congelata' per ore.

Il veicolo 'impazzito' dal 28 aprile
Il cargo era stato lanciato il 28 aprile scorso dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhastan, per consegnare all'equipaggio della Stazione Spaziale tre tonnellate fra viveri, rifornimenti e materiali per gli esperimenti scientifici. Ma subito dopo il lancio, avvenuto con una Soyuz, un incidente sul terzo stadio del razzo ha scagliato il cargo Progress su un'orbita più alta di quella prevista e il veicolo ha cominciato a ruotare velocemente su se stesso. Da allora è stato impossibile riprenderne il controllo ed è cominciata la discesa verso l'atmosfera terrestre, che si è conclusa soltanto alle 4,04 dell'8 maggio, sull'oceano Pacifico.

Eventuali frammenti al largo delle coste cilene
Potrebbero essere caduti in mare al largo del Cile alcuni frammenti del cargo russo Progress M-27M, che poco dopo le 4,00 italiane di oggi si è disintegrato in corrispondenza del Pacifico. E' quando indicano i calcoli del Comando aerospaziale degli Stati Uniti, citati da Anselmo.
Se questa stima è corretta, ha osservato l'esperto, ''eventuali frammenti sarebbero caduti in mare prima di raggiungere le coste cilene''.
Sempre il Comando aerospaziale Usa, sulla base di dati satellitari analizzati a posteriori, ha stabilito che l'impatto sul Pacifico sarebbe avvenuto alle 04:20, più o meno 1 minuto, e che il punto di rientro sarebbe stato a 80 chilometri di di altezza.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA