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Parte la missione dei gemelli spaziali

Durerà 1 anno, apripista per i futuri voli per Marte

26 marzo, 19:31
I gemelli identici Scott (a sinistra) e Mark Kelly, entrambi astronauti della Nasa (fonte: NASA) I gemelli identici Scott (a sinistra) e Mark Kelly, entrambi astronauti della Nasa (fonte: NASA)

Batterà molti record e potrà aprire la strada ai lunghi voli verso Marte: è la missione dei 'gemelli spaziali', la prima della durata di un anno organizzata dalla Nasa, il cui lancio è previsto il 27 marzo.

L'astronauta americano Scott Kelly resterà nello spazio 12 mesi, durante i quali i suoi parametri vitali saranno controllati costantemente e confrontati con quelli del gemello Mark, anch'egli astronauta, che resta a Terra. Il lancio della Soyuz, con a bordo Scott Kelly e i cosmonauti russi Mikhail Kornienko e Gennady Padalka, è in programma dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, alle 20,42 (ora italiana). Sei ore più tardi raggiungeranno la Stazione Spaziale, dove li aspetta Samantha Cristoforetti, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), con il comandante Terry Virts e il russo Anton Schkaplerov.

A restare nello spazio per un anno saranno Scott Kelly e Mikhail Kornienko, entrambi ingegneri di volo. L'obiettivo è studiare come l'organismo reagisce a lunghi periodi in assenza di gravità. I risultati permetteranno di conoscere i limiti umani e di ridurre i rischi per la salute in vista delle future missioni su Marte. Ma queste ricerche sono utili anche sulla Terra, per trovare nuove armi contro malattie muscolari e delle ossa. La lunga esposizione a un ambiente a gravità zero può influenzare infatti il corpo umano in diversi modi: dalla perdita di massa muscolare e ossea (osteoporosi) all'indebolimento del sistema immunitario. La missione vuole verificare anche gli effetti psicologici del vivere in spazi isolati e ristretti.

Non c'è nulla di meglio, per studi di questo tipo, del confronto tra i parametri di chi è in volo con quelli di un gemello identico, ossia di un individuo con lo stesso corredo genetico, rimasto a Terra. L'esperimento ricorda anche il famoso paradosso dei gemelli ideato da Einstein per spiegare gli effetti della relatività, dove un gemello parte per un viaggio su un'astronave a velocità vicine a quelle della luce e al suo ritorno è invecchiato molto meno del gemello 'terrestre'.

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