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Bruciata nell'atmosfera l'ultima navetta Atv

Missione compiuta per la 'Georges Lamaitre'

15 febbraio, 19:40
Missione compiuta per l'ultima navetta automatica europea, bruciata nell'atmosfera (fonte: ESA) Missione compiuta per l'ultima navetta automatica europea, bruciata nell'atmosfera (fonte: ESA)

Missione compiuta per l’ultima navetta automatica europea. Il quinto e ultimo Veicolo automatico di trasferimento (Atv) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), dedicato a Georges Lemaitre, è bruciata, come previsto, nell’impatto con l’atmosfera.



La navetta aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale sabato 14 febbraio per tornare verso Terra con un carico di rifiuti. La sua missione è stata l’ultima del programma europeo avviato nel 2008 e teso ad avere un ‘servizio linea’ per consegnare regolarmente alla stazione orbitale rifornimenti, viveri e materiali per gli esperimenti scientifici.



L’Atv Lamaitre è stato il veicolo più pesante mai portato in orbita dal lanciatore europeo Ariane 5. Dopo il lancio del 30 luglio scorso, era agganciato alla Stazione Spaziale consegnando un carico di oltre 6,6 tonnellate di rifornimenti, viveri e materiali scientifici. Nel periodo in cui è rimasta agganciata alla Stazione Spaziale la navetta non è stata soltanto ‘una stanza in più’ per l’equipaggio, ma i suoi motori hanno permesso alla stazione orbitale di ricollocarsi sull’orbita corretta e di compiere una manovra per evitare uno ‘sciame’ di detriti cosmici.

Nell’ultimo viaggio della navetta, una telecamera a infrarossi installata dall’astronauta Samantha Cristoforetti ha permesso al centro di controllo di Tolosa di seguire tutte le fasi del viaggio di rientro, fino al momento dell’impatto con l’atmosfera. Grazie alle immagini inviate a Terra dalla telecamera fino a pochi secondi prima dell’esplosione, i tecnici potranno osservare in dettaglio il processo di deformazione dei materiali.

Sono dati importantissimi perché, nonostante il programma europeo delle navette Atv sia ormai concluso, la stessa tecnologia alla base di queste veicoli, in gran parte costruiti in Italia, diventerà parte della capsula Orion allo studio della Nasa. I dati sono utili anche per le ricerche finalizzate a mettere a punto un futuro veicolo spaziale europeo in grado di rientrare a Terra.

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