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Conclusa la missione del mini-shuttle europeo Ixv

Ecco tutte le fasi del test

12 febbraio, 09:32
Rappresentazione grafica del rientro della capsula Ixv, con il paracadute aperto prima dell'ammaraggio (fonte: ESA) Rappresentazione grafica del rientro della capsula Ixv, con il paracadute aperto prima dell'ammaraggio (fonte: ESA)

Al via il test della navetta europea Ixv: la capsula di rientro europea è stata lanciata alle 14.40 italiane dalla base europea di Kourou (Guyana Francese), a bordo del razzo Vega. Il lancio è avvenuto con un ritardo di 40 minuti per cause tecniche relative a problemi nella telemetria, rapidamente superati.
Il conto alla rovescia per il test della capsula europea Ixv si era bloccato a 4 minuti dal lancio.



Quota 320 chilometri
Esattamente 18 minuti dopo il lancio, è stata rilasciata in orbita la capsula Ixv. A spingere il 'mini-Shuttle' europeo a 320 chilometri d'altezza sono stati i 4 stadi del lanciatore Vega. Dopo il rilascio, la navetta dell'Esa sta continuando nella sua traiettoria e salirà ancora fino alla quota prevista di 412 chilometri. Una volta conclusa l'energia della spinta la navetta inizierà lentamente a cadere. La navetta viene seguita dall'Italia, nel Centro di controllo della missione all'Altec di Torino, usando una serie di antenne che si trovano a Libreville, in Gabon, Malindi, in Kenya.

Cominciata la discesa da brividi
E' iniziata la discesa 'da brividi' di Ixv: dopo un inizio molto lento, la velocità del 'mini-Shuttle' europeo realizzato con un fondamentale contributo dell'Asi raggiungerà un massimo di 27.000 chilometri orari. La discesa avverrà 'surfando' nell'atmosfera, non sarà infatti una semplice caduta ma la posizione con il 'naso' all'insù e i due 'piedi' mobili sulla coda ne permetteranno una planata controllata. La sfida maggiore sarà resistere all'enorme calore prodotto dall'attrito con l'atmosfera che metterà a durissima prova lo scudo termico che protegge la navetta.

Aperti i paracadute
Missione quasi conclusa per Ixv: dopo una 'caduta' da 412 chilometri di altezza toccando una velocità massima di 27.000 chilometri orari la navetta ha aperto i paracadute. La capsula, fortemente rallentata, si tufferà nei prossimi minuti nell'Oceano Pacifico dove l'attende una nave di recupero. Una volta toccata la superficie d'acqua una serie di palloni, sviluppati e testati in Italia, si apriranno per garantirne il galleggiamento fino all'arrivo della nave.

Missione compiuta
Si è conclusa con un 'tuffo' in pieno Oceano Pacifico il volo del 'mini-Shuttle' europeo Ixv, la missione 'apripista' per creare una navetta tutta europea per il rientro a Terra. Sono stati 100 minuti da brivido, quelli del test cominciato alle 14,40 italiane.
Dopo aver raggiunto una quota di 412 chilometri, la capsula Ixv ha iniziato la sua discesa ad altissima velocità, ben 22 volte oltre la barriera del suono. Tutte le operazioni si sono svolte come previsto e la capsula, he galleggia nell'oceano, sarà recuperata da una nave. I dati raccolti durante il test saranno utilizzati per mettere a punto una nuova navetta, il cui nome provvisorio è Pride, che punterà a rientrare a Terra poggiarsi al suolo.

Che cos'è la capsula Ixv
La capsula Ixv è il primo veicolo spaziale europeo in grado di rientrare a Terra. E' una missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) della quale l'Italia è capofila con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che contribuisce per il 40%.


Gli ultimi test eseguiti dai tecnici nella base di Kourou hanno confermato il pieno funzionamento di tutti i sistemi e quindi tutto prosegue perfettamente per il lancio previsto alle 14.00 (ora italiana).

Foto ESA
Dal momento del lancio, il test durerà complessivamente poco più di un'ora e mezza: 100 minuti durante i quali la capsula Ixv sarà portata a 412 chilometri di quota e rientrerà 'surfando' nell'atmosfera, raggiungendo una velocità di 27.000 chilometri orari per concludersi con un 'delicato' tuffo nel Pacifico.

"E' una navetta unica del suo genere – ha spiegato Giorgio Tumino, responsabile della missione per l'Esa – a metà tra una capsula senza controllo, come le attuali Soyuz usate ancora oggi, e una navetta con le ali e quindi capace di planare, come era lo Shuttle". Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle) non ha le ali, ma scenderà a Terra in maniera controllata: sfruttando la sua particolare forma aerodinamica e i due 'piedi', simili ai flap degli aerei, sarà in grado di 'surfare' tenendo il naso all'insù e mantenendo, grazie anche ai piccoli motori sul retro, sempre la posizione corretta. Il suo primo volo si concluderà con l'apertura di paracadute e un tuffo mell'oceano, dove sarà recuperata da una nave in attesa. di 27.000 chilometri orari per concludersi con un 'delicato' tuffo nel Pacifico.
di 27.000 chilometri orari per concludersi con un 'delicato' tuffo nel Pacifico.
Per ildirettore generale dell'Esa, Jean-Jacques Dordain, ''l'obiettivo di Ixv è permettere all'Europa di avere nel futuro una sua navetta di rientro spaziale".

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