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Rosetta, le prime immagini della discesa

Tanti imprevisti,ma alla fine Philae potrebbe vivere più a lungo

17 novembre, 20:20
Le immagini della discesa del lander Philae riprese dallo strumento Osiris (fonte: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) Le immagini della discesa del lander Philae riprese dallo strumento Osiris (fonte: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Tre piccoli avvallamenti nella zona pianeggiante scelta per l'atterraggio: sono le impronte del lander Philae, segni del rimbalzo che ha fatto 'volare' il veicolo per un'ora e mezza, portandolo in un luogo ancora misterioso. Le immagini, diffuse oggi dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa), sono state catturate dallo strumento Osiris, la camera a grande campo progettata dall'università di Padova.

''L'immagine con le impronte del lander è stata scattata alle 16,43 del 12 novembre (ora italiana), ossia 9 minuti dopo l'atterraggio e quando Philae era già rimbalzato via. Questo salto inatteso è stato il primo di una serie di imprevisti che, alla fine, potrebbero rendere ancora più unica questa missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Se infatti Philae si fosse fermato nel punto previsto per l'atterraggio, ''avremmo visto panorami straordinari, ma è anche possibile che sul suolo avremmo avuto uno strato di polveri spesso al punta tale che il trapano non avrebbe potuto raggiungere la roccia'', osserva Mario Salatti, il responsabile per l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) dello SD2, ossia dello strumento che comprende sia il trapano sia il 'laboratorio' di analisi dei campioni. L'Asi è infatti uno dei responsabili dello strumento insieme alle agenzie spaziali tedesca (Dlr) e francese (Cnes).

Dalla scomoda posizione in cui si trova, ad esempio, Philae è riuscito a inviare le immagini di pareti roccia che difficilmente avrebbe potuto riprendere dalla pianura nella quale era stato programmato l'atterraggio. ''Alla fine forse è stato meglio così'', ha detto Salatti. ''Se fossimo atterrati in una bellissima pianura - ha aggiunto - avremmo potuto studiare polveri frutto di un processo di erosione avvenuto sei anni fa, ma non avremmo potuto vedere la struttura originale della cometa, ossia le pareti di roccia che risalgono a quattro miliardi e mezzo di anni fa''.

La specie di fosso in cui si trova Philae potrebbe anche aiutarlo a vivere più a lungo: nella pianura prevista per l'atterraggio, il lander avrebbe smesso di funzionare in marzo, ma nel cratere ombreggiato potrebbe sopravvivere fino ad agosto, quando la cometa raggiungerà la massima vicinanza al Sole.

Questo il twitter del premier lo scorso 12 novembre

"È un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare" la missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea "fin laggiù". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che accompagna al messaggio l'hashtag "#CometLanding".

 



La cometa di Rosetta sembra più antica del previsto, più polverosa di quanto immaginato e potrebbe essersi formata nella stessa regione dei pianeti rocciosi come la Terra: sono le prime conclusioni che arrivano dall'analisi dei suoi grani raccolti dallo strumento italiano Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator).

 

 

 

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