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Misura del Big Bang da rifare, colpa della polvere cosmica

Lo scopre il satellite Planck

24 settembre, 18:04
Mappa dei due emisferi del cielo. il colore indica il disturbo prodotto dalla polvere interstellare misurato dal satellite Planck: in blu le regioni in cui il disturbo è minimo (fonte: Collaborazione Planck) Mappa dei due emisferi del cielo. il colore indica il disturbo prodotto dalla polvere interstellare misurato dal satellite Planck: in blu le regioni in cui il disturbo è minimo (fonte: Collaborazione Planck)

E' da rifare la misura del Big Bang, ossia la misura della traccia del processo di inflazione che potrebbe avere dato il via al processo di rapidissima espansione dell'universo chiamato 'inflazione cosmica'.

Quei dati, presentati nel marzo scorso dall'esperimento Bicep2 (Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization), un radiotelescopio installato in Antartide, erano stati 'alterati' dalla presenza della polvere interstellare: in sostanza, quello che si riteneva essere un segnale proveniente dall'alba del cosmo veniva in realtà dalla Via Lattea. Se ne è accorto il telescopio Planck, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nell'analisi dei dati, forniti dallo strumento ad alta frequenza (Hfi) finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), ha giocato un ruolo fondamentale il gruppo dell'università Sapienza di Roma coordinato da Paolo De Bernardis.

''Il telescopio spaziale Planck ha misurato l'effetto della polvere interstellare, dimostrando che le misure di Bicep2 non sono dovute all'inflazione cosmica'', spiega De Bernardis, che ha analizzato i dati di Planck con Silvia Masi, Francesco Piacentini, Luca Pagano e Alessandro Melchiorri e tutto il team di Planck".

I dati, online nel sito ArXiv, sono in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy and Astrophysics. ''Abbiamo visto che il segnale di Bicep2 non è genuinamente primordiale, ma è prodotto per la maggior parte nella nostra galassia. Non è stata osservata l'inflazione cosmica'', ha proseguito. ''E' un peccato, ma quando si fanno misure così importanti e diffuse ci vuole prudenza nell'interpretarle. La misura fatta da Bicep2 è corretta, ma l'origine dell'emissione misurata è dovuta ai granelli della polvere interstellare''.

Per i cosmologi è l'occasione per fare misure ancora più precise: sarà ancora il compito di Bicep2, che lavorerà insieme a Planck. Un contributo importante è atteso anche dall'esperimento italiano Lspe (Large Scale Polarization Explorer), coordinato da Asi e Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e basato su un pallone stratosferico che nel 2015 sarà lanciato dall'Artico.

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