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Suona la sveglia per la sonda Rosetta

Adesso inizia la corsa verso la cometa

20 gennaio, 15:50
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E' suonata la sveglia per la sonda Rosetta, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Da questo momento in poi la sonda si prepara a raggiungere la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, dove "atterrerà" in novembre con il lander Philae.
A risvegliare la sonda Rosetta dallo stato di ibernazione nel quale si trovava dal 2011 è stato il suo computer di bordo. La conferma di questa operazione, per la quale il computer era stato programmato molto tempo fa, arriverà solo nel tardo pomeriggio, quando la sonda invierà a terra il suo segnale.

Secondo i programmi, da questo momento dovrebbe iniziare la fase di riscaldamento degli strumenti a bordo della sonda e dovrebbe riattivarsi anche l'antenna che tra alcune ore le permetterà di lanciare il segnale.

Dopo la sveglia, che secondo i programmi dovrebbe aver suonato alle 11,00, la sonda Rosetta ha cominciato ad eseguire la lunga serie di operazioni che nel tardo pomeriggio, fra le 18,30 e le 19,30 italiane, le permetterà di inviare a Terra il suo primo segnale dopo 31 mesi di ibernazione.
''Il computer di bordo di Rosetta è stato programmato per dare la sveglia in automatico'', spiega il responsabile delle operazioni di Rosetta per l'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Andrea Accomazzo. Dal momento in cui è suonata la sveglia saranno necessarie almeno sei ore e mezzo perchè la sonda sia in grado di puntare verso Terra l'antenna che nei prossimi mesi le permetterà di inviare a Terra le immagini dell'avvicinamento al suo obiettivo finale, la cometa Churymov-Gerasimenko.

Subito dopo la sveglia, gli strumenti di bordo hanno cominciato a riscaldarsi, ha spiegato Accomazzo.
La seconda operazione fondamentale consiste nello spegnere il sistema per il controllo di assetto: ''durante l'ibernazione la sonda Rosetta ha ruotato intorno al suo asse, ma adesso questo sistema di controllo va spento''. E' un'operazione che richiede ore. Quando sarà terminata, Rosetta potrà cominciare ad orientare i suoi pannelli verso il Sole e accenderà i sensori stellari che permettono alla sonda di orientarsi.
Solo dopo aver compiuto queste due operazioni la sonda sarà in grado di orientare la sua antenna verso la Terra e di accendere il trasmettitore di bordo. ''I tempi nei quali effettivamente avverranno tutte queste operazioni sono imprevedibili - rileva Accomazzo - in quanto dipendono dall'assetto nel quale Rosetta si trova all'inizio del 'risveglio' e dall'assetto nel quale si conclude questa fase''.

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