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Il ruolo dell'Italia nella missione Gaia

Bignami, testimone dell'eccellenza dell'astrofisica italiana

20 dicembre, 18:08
Mappa dei centri italiani coinvolti nella misisone europea Gaia (fonte: INAF,ASI Mappa dei centri italiani coinvolti nella misisone europea Gaia (fonte: INAF,ASI

Con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) la ricerca italiana riveste un ruolo di primo piano nella missione Gaia, lanciata dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e destinata ad ottenere la prima mappa completa e dettagliata della Via Lattea. Nell'analisi dei dati che il satellite Gaia fornirà nei prossimi cinque anni sono infatti coinvolti otto centri di ricerca dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e con l'Asi data Center (Asdc), nel quale lavorano ricercatori dell'Inaf e dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
Secondo la società Oracle, incaricata della gestione dei dati scientifici analizzati neic entri italiani, si prevede che nei suoi cinque anni di attività la missione Gaia produrrà fino a un milione di gigabyte (un petabyte) di dati astronomici.

Per il presidente dell'Inaf, Giovanni Bignami, ''la missione Gaia testimonia l’eccellenza nell’astrofisica del nostro Paese''. E' un’eccellenza - aggiunge - che ci viene riconosciuta nei consessi internazionali grazie anche al contributo di tanti giovani ricercatori che meritano di poter svolgere il loro lavoro senza dover abbandonare il proprio Paese”.

Soddisfatto anche il presidente dell'Asi, Enrico Saggese, per il quale ''il lancio di Gaia è un nuovo grande successo per la scienza dell’Esa. L’obiettivo è fare precise e dettagliate osservazioni stereoscopiche di oltre un miliardo di oggetti che fanno parte della nostra Galassia. Dai dati provenienti dai telescopi di Gaia ci aspettiamo, quindi, risultati di particolare rilievo nel campo dell’astrometria, notevolmente migliori rispetto ai risultati ottenuti dal satellite Hipparcos''. Questa missione, ha aggiunto, ''vede molta Italia impegnata in prima persona, grazie al contributo dell’ industria e della ricerca che si svolge nel nostro Paese”.

Per Mario Lattanzi, dell’ Osservatorio di Torino dell'Inaf e responsabile del gruppo di coordinamento italiano, ''per la prima volta potremo misurare direzioni e distanze su scala galattica. È come quando i cartografi hanno disegnato le prime mappe per guidare i capitani delle navi'' e ''in cinque anni avremo la più grande mappa celeste mai realizzata”.

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