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La sonda Voyager 1 in una zona sconosciuta

Ai confini del Sistema Solare, con perturbazioni anomale

15 luglio, 10:50
La sonda Voyager 1 in una zona sconosciuta ai confini del Sistema Solare (fonte: NASA) La sonda Voyager 1 in una zona sconosciuta ai confini del Sistema Solare (fonte: NASA)

La sonda americana Voyager 1 sta attraversando una regione sconosciuta e misteriosa ai confini del Sistema Solare, nella quale incontra perturbazioni solari anomale. La prima descrizione di questa zona anomala, scoperta dalla storica sonda della Nasa prima di varcare i confini del Sistema Solare per entrare nello spazio interstellare, è pubblicata da alcuni articoli sulla rivista Science.

Lanciata dalla Nasa il 5 settembre 1977, la Voyager 1 si trova ad oltre 18,5 miliardi di chilometri dalla Terra ed è il veicolo costruito dall'uomo che ha finora raggiunto la maggiore distanza dal nostro pianeta. I segnali della sonda, che in 36 anni ha percorso l'intero Sistema Solare, indicavano che il veicolo spaziale era ormai uscito dalla sfera di influenza del Sole già nell'agosto 2012. Ma a quanto sembra non è così perchè la Voyager 1 sta incontrando ancora delle particelle di plasma solare. Vale a dire che continua ad essere raggiunta dallo sciame di particelle espulse dal Sole in una zona vastissima, chiamata eliosfera. Nel 2004 la sonda aveva attraversato una zona molto turbolenta dell'eliosfera che i ricercatori americani hanno chiamato ''heliosheat'' e considerato l'ultima frontiera prima del salto nello spazio interstellare, dove il campo magnetico del Sole non ha più effetto. Anche alla luce dei dati più recenti sembra però sembra che la Voyager 1 si sia trovata a varcare la soglia del Sistema Solare per ben cinque volte tra il 2010 ed il 2012.
Per Leo Burlaga, del Centro Goddard della Nasa e autore di uno degli articoli pubblicati si Science, ritiene che la spiegazione sia nel fatto che la sonda stia attraversando una zona anomala e sconosciuta, nella quale la forza del campo magnetico dell'eliosfera aumenta di colpo mentre il numero di particelle cariche nella regione scende drasticamente.
In un altro articolo il gruppo guidato da Stamatios Krimigis, dell'Universita' Hopkins del Maryland, riporta che non appena la Voyager 1 è entrata nella heliosheath si è rilevato un forte aumento dei raggi cosmici con un rapido e istantaneo calo delle particelle provenienti dal Sole.
Edward Stone, dell'Universitò californiana di Pasadena, ha osservato che gli ioni a bassa energia dell'eliosfera improvvisamente sono scomaprsi, sostituiti da un flusso di raggi cosmici nel momento in cui la Voyager 1 ha attraversato il confine anche se le letture del campo magnetico indicano che il veicolo spaziale è ancora dentro l'eliosfera.

Considerati nell'insieme, questi risultati suggeriscono che la heliosheathpotrebbe essere un'interfaccia tra l'eliosfera e il resto dello spazio interstellare.

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