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Una macchina del tempo cosmica

E' un lampo gamma super-potente, spia dell'universo lontano

09 maggio, 09:15
Le immagini del lampo gamma osservate dal telescopio Fermi (fonte: INAF) Le immagini del lampo gamma osservate dal telescopio Fermi (fonte: INAF)

Per la prima volta e’ stata osservata una ‘macchina del tempo’ cosmica: e’ una delle piu’ grandi esplosioni cosmiche, un lampo gamma migliaia di volte piu’ potente rispetto a quelli "vicini" a noi, osservati a distanze di poche centinaia di milioni di anni luce. ‘’E’ una macchina del tempo perche’ lampi gamma cosi’ potenti vengono osservati nell’universo lontano, a distanze enormi, fino a 13 miliardi di anni luce’’, ha spiegato il direttore dell’Osservatorio di Capodimonte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf); Massimo Della Valle, a margine del congresso della Societa’ Astronomica Italiana (Sait) in corso a Bologna.

Questo potentissimo lampo gamma e’ stato invece osservato ad una distanza di ‘appena’ 3 miliardi e mezzo di anni luce, ed e’ per questo che i telescopi da Terra hanno potuto intercettarlo. A far scattare l’allerta e’ stato il telescopio spaziale Fermi della Nasa, al quale l’Italia partecipa con Inaf, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi). L’allerta di Fermi ha immediatamente attivato altri telescopi spaziali e messo in fermento la comunita’ internazionale degli astronomi.
‘’Poter osservare un fenomeno del genere e’ stato un autentico colpo di fortuna’’, ha detto ancora Della Valle. ‘’Finora – ha proseguito - non era mai accaduto che un lampo gamma potente come quelli che avvengono nell’universo lontano esplodesse vicino alla porta di casa. L'evento è stato inaspettato, ma non ci ha colto di sopresa, infatti un team dell’Inaf lo sta osservando con il Very Large Telescope (VLT) , il garnde telescopio di 8 metri e mezzo di diametro dell’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO), dislocato nel deserto di Atacama in Cile".

La scommessa adesso e’ riuscire a comprendere l’origine del fenomeno. Una delle ipotesi, presentata durante il convegno della Sait dal direttore del Centro Internazionale per l’Astrofisica Relativistica (Icra), Remo Ruffini, e’ che l’origine dell’esplosione potrebbe essere il risultato di una sorta di gioco di squadra stellare. All'origine del fenomeno ci sarebbe un sistema stellare formato da una stella gigantesca, circa 20-30 volte piu’ grandi del Sole, e da una stella di neutroni. L'esplosione come supernova della stella molto massiccia, investirebbe la stella di neutroni compagna, provocandone il collasso in un buco nero e generando il potentissimo lampo gamma, oggi osservato dai nostri telescopi.

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