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Il satellite Planck e il contributo italiano

Ruolo di primo piano della ricerca made in Italy

23 marzo, 19:42
Il lancio dei satelliti europei Herschel e Planck (fonte: ESA, CNES, Arianespace) Il lancio dei satelliti europei Herschel e Planck (fonte: ESA, CNES, Arianespace)

Planck è il primo satellite europeo ad osservare l'universo giovanissimo, com'era 380.000 anni dopo il Big Bang, ed i suoi strumenti parlano italiano.
Lanciato il 14 maggio 2009 dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Planck è il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge oltre cento istituti di ricerca fra Europea, Stati Uniti e Canada. Complessivamente è costato 500 milioni di euro. Alla sua realizzazione l'Italia ha contributo con un finanziamento di 36 milioni da parte dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Per quanto riguarda l'attività di ricerca, il progetto è stato realizzato con il contributo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Per l'industria hanno collaborato ingegneri e tecnici delle aziende Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica), Galileo e Pasquali Microwave System. Grazie a questa collaborazione è stato ideato, progettato e integrato in Italia uno dei due strumenti di Planck, il Lfi (Low Frequency Instrument), che può rilevare segnali dell'ordine del milionesimo di grado. Responsabile dello strumento è Nazzareno Mandolesi, dell'Istituto di Astrofisica Spaziale dell'Inaf di Bologna. L'Italia ha contribuito anche al secondo strumento di Planck, Hfi (High Frequency Instrument), progettando e sviluppando il sottosistema di pre-amplificazione criogenica grazie al quale il telescopio può lavorare a un decimo di grado dallo zero assoluto. Responsabile per la parte italiana è l'astrofisico Paolo de Bernardis dell'università Sapienza di Roma.
Questi strumenti sono gli "occhi" che permettono al satellite di guardare lontano nello spazio e nel tempo e misurare il fondo cosmico di radiazione, ossia quello che resta della prima luce che si è accesa nell'universo. Da quando è in funzione il satellite ha scoperto la "faccia" invisibile dell'universo, le stelle e galassie che si formano in regioni della Via Lattea avvolte nella polvere e impenetrabili ai telescopi ottici, il gas oscuro e freddissimo da cui nascono le stelle. Planck ha raccontato anche in un'unica mappa l'intera storia dell'universo, dalla nascita delle prime stelle alle radiazioni diffuse sullo sfondo della Via Lattea.

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