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Nuovo identikit dell'universo, ha 13,83 miliardi di anni

Dal satellite Planck il 'più antico' ritratto del cosmo neonato

23 marzo, 19:48
Il ritratto dell’universo neonato ottenuta dal satellite Planck (fonte: ESA e Planck Collaboration) Il ritratto dell’universo neonato ottenuta dal satellite Planck (fonte: ESA e Planck Collaboration)

L'universo e' un po' piu' vecchio di quanto stimato finora: ha 13,82 miliardi di anni e non 13,7 miliardi di anni. E' quanto mostra il primo ritratto dell'universo neonato ottenuto dal satellite dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Planck.

I dati inviati a Terra dal satellite sono riusciti a 'fotografare' un universo giovani come nessuno lo aveva mai visto, ad appena 380.000 anni dal Big Bang. ''Il ritratto ottenuto è di una qualità straordinaria'', ha rilevato il direttore generale dell'Esa, Jean-Jacques Dordain presentando i risultati a Parigi. La mappa "sfida la nostra attuale comprensione dell'Universo" , ha osservato George Efstathiou, dell'università di Cambridge.

La mappa e' ''una miniera di informazioni'' e permette di ricalcolare l'eta' dell'universo e risalire ai suoi ingredienti, ha osservato uno dei responsabili scientifici della missione, George Efstathiou dell'universita' di Cambridge, uno dei responsabili scientifici della missione.

La mappa dell'universo neonato ottenuta dal satellite europeo Planck permette inoltre di ricalcolare quanta materia ordinaria e quanta materia oscura ed energia oscura, le componenti misteriose dell'universo, sono presenti nel cosmo.
Materia oscura e materia ordinaria, ha spiegato Efstathiou, sarebbero in quantita' superiori rispetto a quanto pensato finora: la materia oscura sarebbe il 26,8% (in precedenza si pensava 22,7%) e la materia ordinaria il 4,9% e non il 4,5%. Mentre l'energia oscura sarebbe presente in quantita' inferiore: costituirebbe il 68,3% del cosmo e non il 72,2% come si riteneva. Quello fornito dal satellite Planck è il ritratto più dettagliato mai ottenuto dell'universo neonato, a soli 380.000 anni dal Big Bang, riscrive 'la carta d'identita'' del cosmo e mostra che e' piu' vecchio del previsto: ha 13,82 miliardi di anni anziche' 13,7. Il risultato, descritto in 30 articoli, da un lato conferma le teorie di riferimento della cosmologia, dall'altro sfida la nostra conoscenza dell'universo e potrebbero aprire un nuovo capitolo per la fisica. Per Dordain, ''la straordinaria qualità del ritratto dell'Universo neonato ottenuto da Planck ci permette di rimuovere ad uno ad uno i suoi strati fino alle fondamenta. E quel che ne emerge è che il nostro modello del cosmo è ben lungi dall'essere completo''.

I dati di Planck permettono di assegnare un nuovo valore anche alla costante che indica la velocità di espansione dell'Universo (la costante di Hubble): 67,15 chilometri al secondo per Megaparsec anzichè 74,3. Da questa informazione si desume che l'universo sia circa 100 milioni di anni piu' vecchio. La mappa dell'universo neonato ottenuta da Planck descrive un universo semplice, che permette di ricalcolare con una precisione senza precedenti le percentuali della materia ordinaria e delle piu' misteriose materia oscura ed energia oscura: queste sarebbero piu' abbondanti del previsto.

Planck ha visto l'universo giovanissimo osservando l'eco del Big Bang, ossia la radiazione cosmica di fondo, evidenziando regioni con leggere differenze di densita' nell'universo primordiale che possono essere considerati gli embrioni di stelle e galassie. I dati di Plack confermano anche la teoria della rapida espansione dell'universo (inflazione). ''Ora bisogna comprendere che cosa l'abbia messa in moto, pochissimi istanti dopo il Big Bang'', osserva Nazzareno Mandolesi, membro del Cda dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e associato dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), responsabile dello strumento LFI di Planck.

Proprio grazie alla sua altissima precisione, la mappa di Planck ha anche messo in evidenza alcune peculiarita' inspiegabili che, per essere comprese, potrebbero richiedere una nuova fisica. Per esempio le fluttuazioni della temperatura della radiazione cosmica di fondo hanno segnale meno intenso di quelo previsto dalla teoria. Inoltre le temperature medie nei due emisferi del cielo presentano un'asimmetria, in contrasto con quanto predice la toeria, secondo cui l'universo dovrebbe essere simile in tutte le direzioni in cui lo osserviamo. ''I successi raccolti da Planck in questi anni sono il frutto anche di un sistema di eccellenza italiano'' osserva Enrico Saggese, presidente dell'Asi. ''Sono testimone, credo - rileva Giovanni Bignami, presidente dell'Inaf - di un'eccellenza italiana nel campo dell'astrofisica e delle attivita' spaziali che ha pochi eguali al mondo''.
I dati presentati sono solo la metà del totale di informazioni raccolte da Planck: il satellite continuerà le sue osservazioni fino all'autunno prossimo.

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