Un eroe inconsapevole
Così lo ricordano gli astronauti italiani
26 agosto, 20:37Un eroe inconsapevole, un uomo vissuto in modo riservato e schivo nonostante la sua missione lo avesse reso celebre in tutto il mondo: così gli astronauti italiani dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ricordano Neil Armstrong, il primo uomo sceso sulla Luna. E’ stato un esempio per chi era ancora un bambino all’epoca dello sbarco sulla Luna, come Paolo Nespoli e Roberto Vittori, ma anche per chi allora non era ancora nato, come Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti.
‘’Il mio sogno di fare l’astronauta è nato guardando gli astronauti sulla Luna, non solo nella missione dell’allunaggio ma tutte le altre’’, racconta Paolo Nespoli. ‘’Ho conosciuto Armstrong nel 1999, quando è venuto alla Nasa per fare una lezione alla mia classe di astronauti. Ci ha parlato per due ore, dicendosi in sostanza che si riteneva una persona del tutto normale. Dava l’idea – aggiunge – di essere una persona buona, aperta e tranquilla, forse anche un po’ in contrasto con altri astronauti dei suoi tempi’’. Di lui Nespoli ricorda soprattutto che ‘’diceva di essere contento di essere stato di aiuto alla comunità nel raggiungere un grande obiettivo. Forse – rileva Nespoli – non sarebbe male per tutti ricordare che quell’uomo conosciuto in tutto il mondo ha deciso di proseguire la sua vita normale’’.
Anche per Roberto Vittori l’incontro con Armstrong ha lasciato una traccia importante. ‘’E’ un personaggio che ha fatto la storia e la sua scomparsa e’ un momento di tristezza per tutta la comunità astronautica, che costringe ad una riflessione’’, osserva. Innanzitutto, prosegue, ‘’ci fa pensare alla fase di esplorazione attorno al pianeta Terra ha avuto un importante e significativo successo’’ e la celebre frase pronunciata da Armstrong ‘’questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità’’ suggerisce che ‘’il miglior modo per ricordarlo è considerare che alla fine anche i grandi successi tecnologici sono fatti da uomini’’. Impone anche una riflessione sul futuro, perché ‘’lo spazio dovrebbe diventare il naturale ambito di lavoro e potrà rappresentare un’opportunità di crescita economica’’.
Nonostante sia nato sette anni dopo lo sbarco sulla Luna, Luca Parmitano ha fortemente risentito l’influenza della figura di Armstrong. ‘’L’allunaggio era ancora nella memoria collettiva e tutto ciò che ho visto e letto di Armstrong ha dettato il mio stesso cammino di astronauta. La cosa che ricorderò di più di Armstrong – aggiunge - è che era un uomo straordinario, era un eroe inconsapevole e un po’ restio. Dopo la missione scomparve dagli schermi e dalla folla, ha sempre vissuto la sua missione come il suo lavoro ed è stato legatissimo alla sua famiglia e alla sua terra’’.
Armstrong è stato ‘’un bel modello’’ anche per Samantha Cristoforetti: ‘’un grande modello di professionalità e della volontà di arrivare ai livelli di prestazione migliori possibili’’. L’immagine più importante che ha di lui è quella della ‘’grande dignità e compostezza con le quali ha vissuto l’idea di essere diventato una celebrità mondiale. L’ho profondamente ammirato ed ho rispettato la sua scelta di proteggere la sua vita normale. In lui traspariva una grande umanità''.
























