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Il mostro solare si 'sgonfia'

Attesa la Grande tempesta nei prossimi anni

15 maggio, 12:09
Un 'primo piano' della macchia solare AR1476 (fonte: Alessandro Bianconi, Unione Astrofili Italiani e Associazione Astrofili Sardi)    Un 'primo piano' della macchia solare AR1476 (fonte: Alessandro Bianconi, Unione Astrofili Italiani e Associazione Astrofili Sardi)
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Allarme rientrato per la temuta grande macchia solare definita il 'mostro' dagli esperti della Nasa: si e' 'sgonfiata' senza provocare danni, registrando solo lievi disturbi alle comunicazioni satellitari. Lo ha reso noto l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) spiegando che l'attività solare risulta nella norma e che il 'mostro' ha raggiunto solo il penultimo livello di intensità energetica. Si attendono pero' nel futuro prossimo tempeste realmente temibili.

''Il cosiddetto mostro ha dato origine a emissioni medio alte, niente di eccezionale'', ha spiegato Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Inaf, aggiungendo come si sia forse tratto di eccesso di sensazionalismo, ''era ovviamente un gruppo di macchie solari di dimensioni notevoli, ma non tale da arrivare a definirlo mostro'', come hanno fatto gli esperti americani.
Tuttavia la macchia è savvero spettacolare, tanto da avere attirato l'interesse di numerosi astrofili in tutto il mondo. Dall'Italia, per esempio, un ''primo piano'' della macchia AR1476 si deve ad Alessandro Bianconi, di Dolianova (Cagliari), membro dell'Unione Astrofili ITaliani (Uai) e dell'Associazione Astrofili Sardi.
Foto A. Bianconi Il gruppo di macchie definite dalla sigla AR 1476 era stato individuato nei giorni scorsi dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa e, con i suoi 160.000 chilometri quadrati di estensione, risultava visibile anche senza l'ausilio di telescopi solari, soprattutto durante l'alba e il tramonto. Le dimensioni particolarmente grandi del gruppo di macchie aveva provocato un certo allarme, ma come ha spiegato Messereotti, ''risulta ora in fase di decadimento''.

Rientrato l'allarme blackout, in queste ore gli abitanti delle zone circumpolari potranno però godersi lo spettacolo delle aurore provocate dalle interazioni degli strati alti dell'atmosfera (magnetosfera) con le emissioni liberate dal 'mostro', cui hanno fatto seguito una gran quantita' di fasci di elettroni liberati da altre attività che hanno interessato la superficie del Sole.

Nonostante l'allarme sia risultato forse eccessivo, Messerotti ha spiegato che ''risulta realistico attendersi entro pochi anni tempeste realmente pericolose. Se le cosiddette Grandi tempeste sembrerebbero verificarsi mediamente ogni 500 anni, tempeste particolarmente pericolose, come quella che ha provocato nel 1921 lunghi black out elettrici nel Nord America, possono verificarsi ogni 100 anni''. Nel ricordare i numerosi fenomeni legati all'attività solare registrati nello scorso secolo, Messerotti ha ricordato inoltre il rischio corso nel 1972 quando comunicazioni e rete elettrica hanno corso rischi molto grandi.

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