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La firma della vita nel suolo di Marte

Nuove analisi sui campioni studiati dalle sonde negli anni '70

14 aprile, 15:28
Paesaggio marziano e, in primo piano il lander Viking 2 (fonte: NASA) Paesaggio marziano e, in primo piano il lander Viking 2 (fonte: NASA)

Tracce di vita su Marte: nuove conferme dell'impronta rilevata negli anni '70 dalle sonde Viking arrivano da nuove analisi in collaborazione con matematici italiani. E' quanto emerge da un nuovo studio sui campioni di terreno marziano che riapre la polemica sull'attendibilità di quelle misurazioni.

Il nuovo studio, pubblicato sull' International Journal of Aeronautical and Space Sciences, è stato realizzato dall'università di Siena in collaborazione con la statunitense Keck School of Medicine della University of Southern California (Usc), e con Gilbert V. Levin, Principal Investigator dell'esperimento LR avvenuto su Marte.

''Tutto fa pensare che nei campioni marziani analizzati ci fossero tracce biologiche'', ha spiegato il coordinatore dello studio, Giorgio Bianciardi, esperto di sistemi dinamici caotici applicati alla biologia e docente di Astrobiologia all'Università di Siena. Alle missioni Viking è legata una lunga polemica sulla vita su Marte. Tutto è cominciato quando a bordo dei due rover delle Viking sono stati eseguiti quattro esperimenti pensati per identificare presenza di attività biologica. Tre dei quattro esperimenti hanno dato esito negativo, ma i dati del quarto, chiamato Labeled Release (Lr), erano a favore dell'esistenza di forme di vita su Marte: una contraddizione che spinse a considerare erroneo quest'ultimo e ad abbandonare la realizzazione di nuovi esperimenti.

''La recente dimostrazione che gli altri esperimenti fossero in realtà troppo poco sensibili ha riaperto la questione'', ha spiegato Bianciardi. Molti ritengono che i dati dell'esperimento Lr siano stati falsati dalla presenza del terreno di particolari elementi che avrebbero 'simulato' i dati chimici attesi in presenza di forme di vita. Dopo aver lavorato duramente per il recupero dei dati ormai 'antiquati' e semi-abbandonati, il nuovo studio ha invece ''analizzato le variazioni di temperatura misurate all'epoca sui campioni'', ha proseguito Bianciardi.
''Confrontando matematicamente le oscillazione caotiche del terreno marziano con quello terrestre, sia popolato da forme di vita che sterilizzato, possiamo concludere che ci fossero attività biologiche''.
I controversi risultati degli esperimenti effettuati dalle Viking hanno portato ad abbandonare ulteriori di nuove ricerche per identificare tracce di vita sul pianeta rosso. Ora il nuovo studio, a cui ha collaborato anche Levin, il responsabile scientifico negli anni '70 alla Nasa per gli esperimenti biologici marziani e del contestato Lr, apre nuovamente il dibattito. I ricercatori hanno identificando modelli matematici caotici che hanno permesso di studiare la variazione del rilascio dell'anidride carbonica una volta che al suolo marziano è stata aggiunta una pappa nutritiva. I risultati sono apparsi del tutto coerenti con i corrispettivi campioni 'viventi' terrestri ed i ricercatori hanno concluso che ''la sonda Viking identificò effettivamente tracce di vita su Marte''.

A mettere la parola fine, in verso o nell'altro, alla lunga ricerca della vita su Marte saranno probabilmente la prossime missioni in programma per Marte: con la sonda Curiosity (arrivo programmato il 5 agosto), che però non possiede a bordo strumenti specifici per ricercare tracce di vita, e in particolare ExoMars, una missione ideata dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa), attrezzato per la ricerca di forme di vita e in grado di esplorare il sottosuolo marziano.

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