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Trump, Havard a rischio per un ricercatore italiano

Sua moglie è iraniana e non può trasferirsi

31 gennaio, 19:29
Il microbiologo italiano Luca Freschi (fonte: Levesque lab) Il microbiologo italiano Luca Freschi (fonte: Levesque lab)

Visto e passaporti pronti, il laboratorio di Harvard che aspetta a coronare il sogno di un giovane ricercatore che ha lasciato l'Italia otto anni fa, ma per ora è impossibile partire: Luca Freschi, 33 anni, microbiologo dell'università Laval in Quebec è sposato con Maryam, iraniana, e quindi impossibilitata a entrare negli Stati Uniti a causa del bando di Trump. La sua è storia è purtroppo una delle tante citate dalla rivista Nature sul suo sito.

"In dicembre era arrivata la proposta dalla Harvard Medical School e da allora abbiamo cominciato a organizzare il trasferimento negli Stati Uniti", ha detto Luca Freschi all'ANSA. "Abbiamo richiesto il visto, che è arrivato la settimana scorsa: ora siamo in possesso di un visto regolare e siamo pronti a partire, ma il decreto sull'immigrazione ci blocca perchè Maryam è cittadina iraniana".

Vissuto in Italia per 25 anni, Luca Freschi ha cominciato gli studi a Pisa e poi li ha completati in Canada, con il dottorato e il post-dottorato in Biologia nell'università Laval di Quebec City. "Il mio obiettivo di sempre, e il mio sogno, è diventare professore universitario. Così dopo un primo post-dottorato a Quebec City ho inviato molte domande e alla fine sono riuscito a ottenere un posto per un secondo post-dottorato a Harvard", ha detto il ricercatore, specializzato nella genetica dei microrganismi e in particolare del batterio Pseudomonas aeruginosa legato alla fibrosi cistica.

Si trova in Canada per la sua passione per la ricerca, che voleva portare avanti nel migliore dei modi, e per questo vorrebbe raggiungere Harvard. Ma sua moglie, vissuta in Iran fino a 2013 e che ora studia Letteratura nella stessa università Laval, è cittadina iraniana. "Siamo sposati dal 2014 e Maryam vorrebbe ottenere anche la cittadinanza italiana, ma non ha ancora raggiunto i termini per fare la domanda", ha detto. Il trasferimento ad Harvard è previsto in marzo, ma per ora non è possibile partire, anzi, è necessario mettere in discussione i piani di vita e di carriera.

"La scienza non ha frontiere e proprio per questo, tantissime persone sono toccate dal blocco ingressi attualmente in vigore negli Stati Uniti", racconta Freschi. Cita, per esempio, il caso del ragazzo siriano che è stato invitato dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) e non può andarci, e la vicenda della ragazza iraniana invitata ad Harvard che ha raccontato su Twitter di essere stata bloccata al momento di salire sull'aereo a Losanna, dove studia al Politecnico.

Per Freschi gli effetti negativi del bando sulla scienza rischiano di essere peggiori del previsto: "si pensa che il decreto colpisca solo i cittadini dei sette Paesi oggetto del bando, ma in realtà le persone colpite sono molte di più e ijn particolare anche dei nostri connazionali che hanno sposato persone che provengono da quei Paesi e che si trovano ora nell' impossibilità di sviluppare un progetto di vita e opportunità di carriera". Nulla in contrario ai controlli, ma "colpisce che il bando sia indiscriminato".

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